— Fatti l'una per l'altro! disse il signor De Mauro al marchese — due teste calde — basta! a noi altri, teste grigie, il provvedere alla loro felicità positiva!

XI.

I due giovani attraversarono il gran viale del giardino senza proferire parola.

Giunti all'estremo, laddove sotto un bosco di rubinie erano disposti dei sedili rusticamente foggiati, Edoardo accennò alla fanciulla di sedere. Le finestre del salotto erano aperte, e la voce del signor De Mauro giungeva all'orecchio dei due giovani innamorati.

— Sentite, Enrichetta? — cominciò Edoardo con qualche esitazione — essi trattano del nostro matrimonio!

— In verità, rispose la fanciulla, ciò che è accaduto ieri... ciò che accade in questo momento mi sembra un sogno.

— Un sogno felice, non è vero, Enrichetta?...

— Ma non è dunque vero ciò che mio padre mi diceva?... Fra quindici giorni?...

— Fra quindici giorni noi dovremmo essere uniti per sempre... Vostro padre non oppone nessuna difficoltà al nostro matrimonio, non è vero, Enrichetta?...

— Voi sapete, Edoardo, che da quella parte non potrebbero sorgere degli ostacoli molto gravi...