— Basta! farà ciascuno ciò che gli piace meglio! disse il capocomico. — Domani sera finiscono le recite... e per ora io non ho stipulato verun contratto, nè saprei dove recarmi a dare delle rappresentazioni. Frattanto parliamo d'altro... Se non mi inganno, sarebbe ora che ci servissero da pranzo... Ci siamo tutti?...

— Non manca che il primo amoroso...

— È strano!... Cherubini non si fa mai aspettare all'ora del pranzo — disse il capocomico... Ma eccolo! Mettiti al tuo posto, Cherubini! La compagnia è completa... Signor oste, voi potete servire la minestra!

Il Cherubini, appena entrato nella sala, erasi avvicinato al poeta per domandargli non so quale avviso sul modo di abbigliarsi, nella nuova produzione. Finito quel breve colloquio, egli andò a sedere presso la prima donna, e mentre il direttore della compagnia dispensava la minestra:

— Signori e signore — prese a dire — scommetto che questa volta io sono il primo a darvi la grande notizia!

— Una notizia! sentiamo! — esclamarono tutti ad una voce.

— E quale!... Si vuole nientemeno... Ah! il signor poeta dovrà essere ben soddisfatto di quanto io sono per dire... Si vuole nientemeno che Garibaldi abbia lasciato Caprera...

— La bella novità!... Il Pungolo l'ha già data non meno di dieci volte... Io non crederò che Garibaldi sia realmente partito da Caprera se non quando l'avrò veduto coi miei proprii occhi!

— Ebbene: se altro non vi abbisogna per rimanere convinti, non avrete che a recarvi domani alle due pomeridiane presso la stazione della ferrovia, e di là vedrete passare il generale che si reca col suo stato maggiore a visitare i depositi di Como e di Varese.

— Egli!...