Quegli non rispose una sillaba. Lasciò la scure e il coltellaccio in un canto, si spogliò la pelle di montone ch'aveva indosso, e gittatosi sul pagliaccio, s'addormentò profondamente. Lo stesso fece la donna allato a lui.
Il dì seguente al primo crepuscolo, destosi il marito e postosi indosso la pelle, venne a' buoi per trargli fuori. La sua maraviglia fu grande quando col piede urtando il mio corpicciuolo, ch'era sulla paglia, si fu accorto di me. Volto alla moglie, disse:
Donna, che vuol dir questo?
L'è una bimba della Nunziata, disse la donna, ch'io aveva tolta per un voto fatto a Maria Nunziata, ed anche per mia compagnia e per mio aiuto, quando la sarà fatta grandicella.
Ah maladetta sia tu e la mamma che ti portò nel ventre, gridò quegli in capo alla donna. Or non sapevi tu che noi non s'ha da vivere noi, che tu mi porti i figliuoli d'altrui da nutrire? Va all'inferno, brutta guercia di stregaccia, che da ch'io son teco, non m'ebbi altro bene da te se non che tu non mi partoristi alcun figliuolo, così ammalazzata e incancherita come tu sei; e tu mi cacci i putti della Nunziata in casa?...
Poscia, datile due grandi sgrugnoni, bravando e minacciando, soggiunse:
Or fa ch'io non la trovi a casa stasera.
E tirati i buoi per la cavezza, ne andò nella sua malora.
La donna, com'è il costume di questi selvaggi, si vendicò sopra me, più debole di lei, de' due sgrugnoni ch'ella aveva avuti dal più forte. Questa è la scala mirabile dei compensi che regna nell'ordine universale. M'afferrò, mi percosse, mi calpestò, gridando con fiera voce che per causa mia ne aveva toccate dal marito. Di poi, imbastato l'asino, mi vi legò sopra alla peggio: e tiratolo fuori, e chiuso l'usciolino, si sedette sul basto, e s'incamminò per la via onde, dieci mesi prima o circa, eravamo venuti.