Il Comitato di Vigilanza alla pubblica sicurezza era stato costituito sin dal 20 marzo; ma non lo si era completato. In questo dì venne definitamente organizzato, introducendovi tra i nuovi membri un distinto avvocato, caldo patriota, uomo di carattere non tanto spinto all'entusiasmo momentaneo, quanto a' fermi e giudiziosi propositi, nemico de' precipitati giudizii e desideroso di giustizia e di legalità; questo uomo fu Francesco Restelli. Il suo aspetto destava simpatia e rispetto: la sua alta e spaziosa fronte rivelava molta intelligenza, il suo modo famigliare nel conversare inspirava fiducia. Egli si era già acquistata fama di democratico e di buon avvocato in una causa sostenuta contro il governo austriaco per una quistione di lotto; nel 1848 fu quindi nominato nel Comitato di Vigilanza, venendo più tardi adoperato in più gravi mansioni, quale quella, per accennarne una, di membro del Comitato di difesa con Fanti e Maestri allorchè gli eventi della guerra volsero a male: ciò però sfugge all'epoca storica che trattiamo. Quel comitato di Vigilanza così completato, si annunziò al pubblico col seguente manifesto:
«Cittadini
«Si reca a vostra notizia la provvisoria organizzazione del Comitato di Vigilanza alla sicurezza personale (Casa Taverna, contrada dei Bigli).
«Dott. Angelo Fava, Presidente
Dott. Andrea Lissoni, Membro
Dott. Agostino De Sopransi, idem.
Avv. Pier Ambrogio Curti, idem.
Francesco Carcano, idem.
Avv. Francesco Restelli, idem.
Luigi Ancona e Pietro Cominazzi, Segretarii.
Cesare Viviani, Aggiunto.
Prospero Marchetti, idem.
Ballestrini Pietro, idem.
Luigi Manzoni, idem.
Santo Polli, Capitano della guardia del Comitato.
Rusca Antonio, idem.
Avv. Toccagni, idem.
Lottarlo Rusca, idem.
Giulio Comolli, idem.
Dott. Raffaelle Rusca, idem.
Luigi Brivio, assistente, idem.
«Dal Comitato di Vigilanza alla pubblica sicurezza 22 marzo.
«Il Presidente A. Fava
«P. Cominazzi, Segretario»
Gli altri Comitati erano così costituiti:
Comitato di difesa
(Casa Vidiserti, Contr. del Monte, 1263 C.)