Per tanti mali ed ancora non sano.
Chi dice: poni Assenzio e chi Marobbio;
Così in mio luogo fosse il vostro Gobbio!
La schiera dei letterati e poeti che frequentarono i Bagni di Lucca si illustra altresì dei nomi di Vittoria Colonna, di Michel Montaigne, di Enrico Heine, di Jules Janin, di Alfonso Lamartine, di Francesco Redi (che nella ricordata fontana di casa Buonvisi fece molti suoi esperimenti scientifici), di Giorgio Byron, dello Shelley, di Roberto e di Elisabetta Browning, del Tennyson, di Vincenzo Monti, di Agostino Cagnoli, del Giusti, del D'Azeglio, del Regaldi, dello Strocchi, del Dumas padre, di Ouida, del Carducci, della Vacaresco etc. etc. Lo Shelley, in una lettera del 10 luglio 1818, diretta dai Bagni di Lucca a M.r e M.rs Gistorne a Livorno, parla di una sua gita al Pratofiorito, aggiungendo di non riuscire a descriverne la bellezza: e dei Bagni di Lucca riportò tale impressione e serbò tal ricordo che in altra lettera dell'8 ottobre 1818 da Este affermò non essere ad essi paragonabili per bellezza i Colli Euganei, ove allor si trovava.
BAGNI DI LUCCA — S. PIETRO A CORSENA: CROCE PROCESSIONALE IN ARGENTO. (SEC. XV).
Il Regaldi dette ai Bagni di Lucca una accademia di improvvisazione nella sera dell'8 agosto 1840. Giosuè Carducci, scrivendo dai Bagni di Lucca, esclamava: qui tutto è fiamma e azzurro! — Ed Elena Vacaresco, la gentil poetessa rumena alle cui vicende palpitarono tutti i cuori gentili, associando alla celebrazione di questi luoghi il pensiero della sua patria lontana, ne magnificava le bellezze con alcuni versi che ho tentato di tradurre così:
Pei vaporosi vesperi,
Sotto il ciel trasparente od a traverso