Tuttavia non piegarono: e le lusinghe tentatrici del generale Foureaux non fecero presa negli animi retti e inflessibili dei Barghigiani. — Tanto che allorquando alcuni Francesi passarono di là vicino, il commissario fiorentino Pandolfo Cortinelli e quello di Barga capitano Grandi, reputandoli spie di Carlo VIII, subito dettero opera «a rinforzare Barga, scavando li fossi fatti dai rivellini, ponti levatoi, rialzare le mura e approvvigionare la terra». — Ma i Francesi si allontanarono per altre vie, come per altre vie si allontanò il bolognese Annibale Bentivoglio, pur sospettato di voler prendere Barga, come importante luogo strategico, quando da Bologna muoveva verso Pisa: e chi sa che non ne avesse intenzione e ne venisse dissuaso dai preparativi di difesa fatti immediatamente dai Barghigiani sotto la guida dei capitani Ciriaco da Borgo S. Sepolcro e Ceccone Turignoli da Barga.
Oggetto, ancora per qualche tempo, di contese tra Pisani, Fiorentini e Lucchesi, finì Barga col restare a Firenze durante la dominazione dei Medici e fu quindi annessa, nel 1847, alla Toscana, della quale seguì le ulteriori vicende fino alla unificazione del Regno d'Italia: né pochi furono i Bargei che valorosamente combatterono e perirono per la libertà della patria.
La figura del paese, posto sopra un ripiano terminante con due opposti rialti, su per giù come Fiesole, somiglia a quella di una barca; onde il nome di Barga e lo stemma del luogo, rappresentante appunto una barca sopra un monte.
BARGA — DUOMO: PARTICOLARE DELL'ARCHEGGIATURA DELLA FACCIATA. (Fot. Magri).
Le vie sono per la maggior parte irregolari, ripide e strette, come nel medio evo solevasi fare in quasi tutti i paesi, per ragioni strategiche; ad alcune peraltro recano ornamento ricchi palazzi ed altri decorosi edificî. — Meritano di essere specialmente ricordate le tre porte di Barga. — Quella principale, che serve d'ingresso al paese, si chiama Porta Reale o Porta Mancianella perché conduceva al popolo di Manciana: la coronano una bertesca e alcuni merli, opere tutte però o restaurate o totalmente rifatte. Anche vi si vede un quadro della Madonna, fattovi porre nel 1814 dalla signora Carrara-Cardosi per voto in occasione del suo primo parto: e da allora la popolazione vi tiene un lume acceso. La Porta Mancianella è annoverata tra i monumenti della Toscana, anche per ragione della sua importanza storica, pei molteplici fatti d'arme dei quali fu testimone. I bastioni che la fiancheggiavano, il baluardo e la torre che la proteggevano furono demoliti.
Porta Macchiaia, così chiamata perchè metteva alla Macchia dell'Appennino, ma detta anche Porta Latria perché conduceva nel popolo di Latriani, ebbe a sopportare nel 1437 l'assalto delle truppe milanesi e lucchesi guidate da Nicolò Piccinino: e fu in quella occasione smantellata e guasta, sebbene eroicamente difesa dai Barghigiani sostenuti dai soldati fiorentini inviati da Francesco Sforza: tanto che gli assalitori furono respinti e dovettero ritirarsi con gravi danni e con non poco disdoro. La porta fu immediatamente restaurata e affidata alla custodia di un capitano e munita di una piccola torre dalla quale veniva esercitata la vigilanza durante la notte, quando la porta era chiusa.