[(25)] Chi ha mai opinato, senza delirio, che le tenebre producessero la luce, e che l'ignoranza fosse il risultato della Ragione? È all'opposto assai bene riconosciuto che le prime non convengono che a que' miserabili etiopi, che nemici della luce si ritiravano entro i latiboli i più neri, onde schivarne l'incontro, e che l'altra non fu in alcun tempo utile che a' nemici della ragione, ed a' promulgatori dell'errore, della menzogna. D'altronde, l'ignorante assomigliato da un pensatore Inglese ad un frale ragnatelo che ritiratosi in un angolo tenebroso si avviluppa nella sua tenuissima tela, ed è insensibile alle innumerabili bellezze che lo circondano: The ignorant (dice Bacon) is a spider which into some dark corner, and wraps itself in its own dusly cobweb, insensible of the innumerable beauties which sorround it.
Ben contraria, per altro, la destinazione dell'uomo colto questi conoscendo esattamente quanto v'ha di ammirabile nella natura, sa trarre profitto della sua propria Intellezione, in gloria del di lei autore supremo, ed in solido vantaggio de' suoi simili.
Da tutto ciò si può ragionevolmente conchiudere che l'ignoranza disonora la Religione, avvilisce i suoi pregj, e che la scienza la rende più venerabile, più sublime, e che per conseguenza la credulità dell'ignorante non ha per base che la cecità la più insana, e la più brutale, e che quella dell'uomo scienziato è sostenuta dalla verità la più integra, e nutrita dalla ragione.
[(A)] Sal. Proverb. Cap. 8. v. 2.
[(26)] Seneca il filosofo c'insegna, e ci consiglia non solo a non dovere mai trascurare le scienze, ma a studiarci ben anche di trarne tutto quell'ameno giovamento che se ne dee aspettare; quindi è che noi considerare la dobbiamo non già come nostro fine speciale, ma come mezzi soltanto che possono condurci con sicurezza; e se quelle non hanno per oggetto immediato la virtù, preparano ad essa, ed agevole ne rendono l'acquisto: elleno sono (per servirmi della frase medesima del citato filosofo) rispetto a questa, ciò che i primi elementi della Grammatica sono verso le Belle Lettere; non quia Virtutem dare possunt, sed quia animum ad accipiendam virtutem preparant. Quemadmodum prima illa, ut antiqui vocabant Litteratura per quam pueris elementa traduntur &c. Ep. 88. E Cicerone con sensi meglio espressi avea già detto avanti Seneca che lo studio delle scienze è l'alimento della gioventù, ed il sollievo della vecchiezza; nella prosperità esse ci servono di ornamento, e di asilo nelle disgrazie; ci diletta in casa non c'impedisce fuori, e in viaggio, e nella solitudine, in ogni tempo, in qualunque siasi luogo forma la più grata delizia della nostra vita: Studia adolescentiam aliusto senectutem oblectant secundas res ornant adversis perfugiunt præbent delectant domi, non impediunt foris, pernoctant nobiscum, peregrinantur, rusticantur: Cicer. Tuscul. Qæst.
[(27)] Io quì altro non faccio che passare celermente sopra tutte queste Scienze, attenendomi soltanto alle principali, le più generalmente conosciute, e praticate dagli uomini, tacendo le tante altre che già accessoriamente o direttamente possono tutte essere comprese nella Categoria di quelle medesime da noi già menzionate, siccome coloro che sono sufficientemente versati nelle medesime possono rilevarlo agevolmente in tutta l'estensione. Ho stimato, per altro, quì prescindere dall'Eloquenza, la quale sebbene utile sia per se stessa, qualche volta necessaria, e sempre amena, ed istruttiva, non tanto essa non fu mai riconosciuta da' dotti come scienza, ma solo semplicemente come arte.