Una speciale gratitudine verso questa medesima nazione mosse il secondo di questi principi a favoreggiarla, memore della prode difesa fatta da essa nella Città di Gradisca assediata strettamente dalle armate venete (ved. Wagenz. Exer. 3. pag. 103.)
Eccitato fu l'ultimo infine dallo stesso sentimento di riconoscenza in favore di questo popolo, in contemplazione del valore che ha il medesimo spiegato spiegato quando si accinse a liberare la Città di Praga l'anno 1648. dall'incursione degli svedesi (Ibid. p. 108.)
[(89)] Carlo Quinto nell'epoca delle di lui alterne vertenze con Solimano Secondo, non ritrovò soggetto più abile in tutta la sua Corte per incaricarlo d'una importante missione diplomatica di Daniel Virga, il quale trasferitosi in Asia per comando del suo Sovrano evase le affidatigli incombenze con una capacità insuperabile (ved. Basn. Hist. des Juifs T. 6. C. 16. p. 474.)
Il celebre Abravanel fu creato Primo Ministro di tutti gli stati di Ferdinando il Cattolico, indi passò in Portogallo, dove Alfonso Quinto allora ivi regnante, lo fece suo intimo Consigliere di stato (ved. Dict. Bayle, Mor. e Ladi.) non tacendo però che questo Regno medesimo avea già tre secoli avanti esperimentati gli utili servigj degli ebrei, conferendo il comando in capo delle sue armate a Salomone Jachia, il più distinto filosofo de' suoi tempi, ed il più accorto militare ch'esistesse in Portogallo. (ved. Bart. Bibl. Rabb. T. 4. C. 20.)
[(90)] Io ho per reiterate esperienze osservato sovente che non solo nella nazione degli ebrei, ma in tutte le altre popolazioni che vivono in uno stato cattolico apostolico romano, sono assai più rari gli uomini celebri (a meno che questi non vi avessero in parte rinunziato) di ciò che lo siano fra quelli che abitano una provincia Protestante. E da quale ostacolo ripetere giustamente dobbiamo un inconveniente pur troppo sì verificato e sì funesto? Il fanatismo religioso, e la persecuzione che ne viene in conseguenza, sono le due barriere invincibili, le quali avendo più che in un paese riformato nello stato romano influenza maggiore, formano d'accordo l'argine fatale alle sublimi scoperte che producono lo studio, e la meditazione: e quale meraviglia? Non dee così appunto accadere laddove un uomo scienziato è costretto di adattare la sua filosofia al sistema intollerante del paese in cui vive, e alla follia deplorabile di quegli uomini che ne reputano un azione all'eccesso criminosa l'abitudine del raziocinio nell'ente ragionevole? Se i suoi sentimenti sono efficaci ad illuminare il mondo, per una parte quegli etiopi lo scomunicano; i terribili magistrati inquisitoriali lo esiliano per l'altra, o confinato crudelmente lo rendono durante la sua vita entro un Carcere angusto, da cui spera in vano d'uscire fino a tanto che gli resta un alito di forza: e vi sarà egli ancora chi domandi la genuina cagione di sì notabile differenza? L'Immortale Galilei fu condannato in Toscana per avere il primo scoperti gli antipodi, il celebre Newton fu ricompensato in Londra per averli dimostrati.
[(91)] E quì da notarsi che gli ebrei divenuti la conquista delle aquile romane, essi vi si resero utili al segno di conseguire da quello stato delle esenzioni assai distinte, e de' privilegj considerabili, come l'ammissione a tutti gl'impieghi sia civili, sia militari, e sopra tutto la libera facoltà di vivere secondo le loro proprie Leggi, come il Dohm lo ha chiaramente provato con due passaggi di Origene (ved. Lib. 6. Cap. 1. in Epist. ad Rom. e p. 243. Epist. ad Afric.) E quanti altri mai fra noi essi non si sono inalzati fino all'apice delle dignità le più Cospicue fino anche alla stessa Prefettura onoraria (ved. Lib. 22. Cod. Theod. De Jud.) fastigio dignitatum dice il passaggio parlando del patriarca Gamaliel. E quali alti rimarcabili servigj degni di essere trasmessi alla più tarda posterità non resero a Roma Ircano, Erode, Agrippa ed Antipatio? Le storie ce ne convincono ad ogni tratto.