Se all'autore drammatico italiano è interdetto il gran teatro moderno, gli rimangono però ancora tre altre ramificazioni dell'arte: la commedia psicologica, la commedia storica, la commedia in dialetto. La tesi che egli non trova nella sua società, gliela darà l'anima sua; l'intrigo che non gli è suggerito dai fatti che lo attorniano, lo troverà nella storia; il dialogo che gli è negato dalla lingua convenzionale, lo troverà nel dialetto materno.
Allora questo scrittore potrà chiamarsi Goldoni.
Paolo Ferrari sentì fin dai suoi primi esperimenti nell'arte i fatti che abbiamo tentato di esporre e mostrò di capirli profondamente.
Sentì la possibilità d'una commedia storica italiana e scrisse il Goldoni, il Parini, il Dante; sentì la possibilità d'una commedia psicologica e scrisse la Prosa e scrisse La donna e lo scettico; riconobbe la superiorità drammatica del dialetto sulla lingua e scrisse le sue Scene popolari in dialetto modenese, e quando fu costretto ad abbandonare il dialetto parlato per la lingua non parlata, palliò quasi sempre l'infermità del dialogo italiano colla maschera brillante del verso.
Bastano questi soli dati, anche transigendo dai meriti eminenti dei citati lavori, per riconoscere nel Ferrari un vasto intelletto di pensatore, di scrittore e d'artista.
L'ultimo lavoro di Paolo Ferrari deroga molto da questi dritti principii.
Nella Marianna, che udimmo al teatro di Santa Radegonda colla compagnia di Adelaide Ristori, l'autore abbandona quella maniera tutta italiana che rese belli e fortunati quasi tutti gli altri suoi lavori, per avvicinarsi alla maniera francese; e se questa diserzione trovò pur sempre fedele l'applauso nel pubblico, non lo può trovar certo nella critica.
Consideriamo dunque l'ingegno dell'autore in questo dramma sotto l'aspetto d'una malaugurata eccezione.
Paolo Ferrari nella Marianna volle dire anch'esso la sua parola realista, volle bazzicare anch'esso nel quartier Breda dell'arte drammatica, volle dire anch'esso la sua parola sull'amore illegittimo, sulla colpa.
Un giornalista celebre, privo di tutte le attitudini per diventar commediografo, inesperiente della scena e del pubblico, volle scrivere un anno fa a Parigi un dramma che divenne famoso per lo scandalo letterario che suscitò; questo dramma è l'idea generante della Marianna.