5. =Gallignani G.= Arrigo Boito rievocato da un amico in La Lettura, anno XIX, n. 3, marzo 1919, pag. 153. È la migliore commemorazione del B. che io abbia letto; ricorda l'attività svariata di lui come giornalista, e dice che in quanto scriveva di critica, sebbene scrivesse senza ambizione d'arte, solo per guadagnarsi da vivere, imprimeva «tale marca personale di osservazione e di forma, da persuadere che quei suoi rilievi sarebbero accolti oggi ancora con grande piacere e profitto». A pag. 158 scrive: «butta giù (il B.) due novelle «Alfiere nero» ed «Iberia»: che proprio le buttasse giù, almeno per quanto riguarda L'Alfiere, smentiscono le correzioni fatte per la seconda edizione. Poco più oltre: «butta giù altre due novelle: «La musica in piazza» e «Il trapezio», rimasta incompiuta»: né anche al Trapezio è bene applicato il butta giù. Non dá nessuna indicazione bibliografica.
7. =Molmenti P. G.=, Impressioni letterarie. Milano, Battezzati, 1875. Arrigo Boito, pag. 188.
8. Pungolo (il), di Milano, 10 settembre e 27 dicembre 1867.
NOTA DEL TRASCRITTORE
Abbiamo indicato i cambi di carattere con
corsivo, __spazieggiato__, =Maiuscoletto=.
Abbiamo corretto i seguenti evidenti refusi indicati fra [parentesi]:
famoso giornale [milamese], diretto e compilato da amici affezionati [victorughiani] sono i personaggi e victorhughiana, notarle, [che] sono preziose per la conoscenza appieno l'anima e la mente dell'uomo [e dell'ar-] e dell'artista Il negro titubò, poi rispose:—[Si], questa l'accetto volentieri, di temperare gli slanci della [sua sua] fisionomia. Correva scacchi, ma non vinse più. Quando si accingeva a [giouocaro] —Pace all'anima di Don Sancio,—rispose [Estebabano]; A fermare col pensiero [lo] tenuissima gradazione ideale [Le] pergamena era piena di simboli sacri, di formule [incomincio] a diventare loquace. ilarità. Strillò [sghignazznndo]:—Ah! Kùa! Kùa! Kùa! parlava un misto di latino e d'orientale, e la sua [naziozionalità] lo [atttirò]. Questa persona fu una donna, una giovanetta sui [piccciolissimi] piedi Ambra volava. Era suo capriccio se stesso [un'immenso] palco scenico, sovra il quale s'aggiri basta aver udito una volta quegli urli, quegli [schiaschiamazzi], tradizione viva. [L'incredibtle], l'inverosimile, il fantastico 22 septembre 1792 [buit] heures du soir. Salon de Circi senza sentirsi infiacchito. Egli, [incantenatore] dei sarà passata sui tumulti oggi ancor vivi, [qnando] la marcire le buone; e ciò è scritto anche in una [moralisssima] Tous plus malins les uns que les autres, [dicelo] stesso Dumas fils nell'Ami des femmes, e in questa [fase] è Augier, dopo aver udito il [Demi-monae], immaginò madame al [ravvedimanto]; Olivier finisce per isposare Marcella e rammenta moltissimo il primo atto della Dame aux [caméelias]. sotto la nostra [pena]; potevamo a dirittura inscriverlo a di [Genéviève] sarebbe alla coscienza di Henri una infamia Come la consorteria [accoglieste] questi assalti mostra
Nelle frasi in francese l'ortografia è spesso sistematicamente scorretta; abbiamo corretto:
scéne, v'la, Révue, ésprits, résoudere, révient, circostance, chateau, dèsir, imbecile, niàiserie.