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E' sorta l'alba del primo Novembre colla sua nebbia e pioviggina. L'aria frizzante, rende molesto il cammino sulla spiaggia del mare, ed in complesso, avremo una giornata oscura, tetra e fredda. Spunta lontano una triste comitiva, constante di tre suore, di un medico, di due guardacoste, e quattro infermieri dello Spedale, i quali precedono Maddalena ed Elisa scarmigliate e quasi inebetite, con neri veli sul capo. Esse non piangono più, sono impietrite, siccome dice Dante:«I' non piangeva, sì dentro impietrai» parole del misero Ugolino al 33. Canto dell'Inferno. Giunta la funerea comitiva presso la spiaggia del mare, già scorge una massa inerte… E' riconosciuto subito. Era Jon il vecchio meticcio… Più avanti, un altro cadavere, era Cirillo, sfigurato dalla lotta colla morte. Più avanti ancora, un gruppo di tre corpi immobili. Un uomo ed una donna, avviticchiati come l'edera alla quercia, ed un grosso cane che sembra sia addormito. Sono Alfredo, Zaira, Lord. Quest'ultimo si ridesta, corre incontro alle sue padroncine, e ritorna tosto ad Alfredo, cui lambe il volto. Zaira è irrigidita dalla morte, e si vuole fatica a staccarle il braccio destro dal collo di Alfredo. L'altro braccio copre una lettera ravvolta in un nastro rosa lacerato. Silenziosa e mesta la comitiva si avvicina al gruppo suddescritto, il medico grida…. questa donna è morta, questo uomo respira ancora, è appena svenuto, e si faccia presto a trasportarlo in luogo adatto e caldo, perchè rinvenga, v'ha speranza di salvarlo. Le sorelle di Alfredo, cadono in ginocchio, colle mani rivolte al Cielo ringraziandolo, senza profferir motto. La lettera inzuppata d'acqua salsa ed il nastro, vengono consegnati alle sorelle d'Alfredo. La lettera era appunto ad Alfredo diretta… Infelice Zaira, quel piego, l'aveva essa appeso al collo e nascosto in seno, la mattina stessa della sua imbarcazione. Era il di Lei testamento, in cui nominava Alfredo suo erede universale!… E' voce si trattasse di circa un milione!

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Le sorelle di Alfredo, istruite dal fratello, a non crescere mai di superbia, quando dal basso si va in alto diedero bensì 10m. lire al Sindaco del luogo del disastro da distribuirsi ai poveri, pregando del resto di non fare cenno sui giornali… Ma, naturalmente, quel giornaletto locale, narrò il fatto pietoso e la elargizione aggiungendo che un cane di Terranuova di pelo nero, aveva salvato uno dei naufraghi, cioè, un certo Alfredo Blandis Pittore Tirolese, arricchito coi suoi quadri….

Erano le informazioni alquanto imbrogliate dei quattro infermieri, che causarono alcuna variante, ma il più importante, era, del resto, esattissimo.

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PARTE TERZA

CAPITOLO V.

Non impedir lo suo fatale andare

(Dante INFERNO Canto V.).