[2]. Lezioni di letteratura italiana, nona edizione, Napoli, 1883, vol. II, p. 99.

[3]. Geschichte der italienischen Literatur, Lipsia, 1844-7, parte II, p. 624.

[4]. Opere, ediz. di Venezia, 1740, t. II, p. 269.

[5]. Il Castellano, Opere, ediz. di Verona, 1729, t. II, p. 232.

[6]. A. Baschet, Documenti inediti su Pietro Aretino, in Archivio storico italiano, serie III, t. III, parte 2ª, p. 116.

[7]. Cap. 22.

[8]. Atto I, sc. 22.

[9]. Ragionamenti, parte I, giornata III, Cosmopoli, 1660, p. 120.

[10]. Antonio Magliabechi scrive in una sua lettera al canonico Lorenzo Panciatichi: «Il Petrarchino non può essere mai più bello, essendo infino di carta scelta, giacchè, se ne tasterà una pagina, sentirà quanto sia più grossa dell’altra ordinaria. Il sommacco è di quello grosso da durar cento anni, e credo, che sia legatura forestiera».

[11]. Il Furbo, Venezia, 1584, atto II, sc. 1.