Son disgiunte in eterno. A me non vivi.
E mai più non vivrai: già ruppe il fato
La fè che mi giurasti.
E pronunziate queste estreme parole, si dilegua.
Allo stesso modo Consalvo sa di perdere Elvira per sempre, di partirsi da lei per sempre; ma egli sente pure di dover molto alla morte, la quale ruppe il nodo antico alla sua lingua, e gli ottiene da Elvira la prima, sola ed ultima prova d'amore; quel bacio che a lui finalmente fa credere di non essere indarno vissuto, e segna l'unico giorno felice della sua vita. Ond'egli muore contento e con ragione esclama:
Due cose belle ha il mondo:
Amore e morte.
Nel Sogno la morte pon fine all'amore: nel Consalvo la morte fa manifesto e quasi appagato l'amore, e gli ultimi
Palpiti della morte e dell'amore
si confondono nel medesimo petto. In un quadro di Nicola Meldermann si vede la morte che sorprende due innamorati e violentemente ne scioglie l'amplesso: nel Consalvo la morte stringe il nodo che sciorrà subito dopo.