Chi nostro mal conobbe e non ghirlanda.
Nella Vita solitaria il poeta si augura pronta morte, e accenna al ferro liberatore. Nelle Ricordanze parla e riparla della invocata morte:
E già nel primo giovanil tumulto
Di contenti, d'angosce e di desio,
Morte chiamai più volte, e lungamente
Mi sedetti colà su la fontana
Pensoso di cessar dentro quell'acque
La speme e il dolor mio.
Bruto fa l'apologia del suicidio; Porfirio ne sostiene la legittimità[348]; Saffo emenda in sè stessa il fallo del cieco dispensator de' casi. Se
È funesto a chi nasce il dì natale[349],