[242]. Il Patrizi, Op. cit., p. 142, vede in questi desiderii e giudizii del poeta un segno dell'abituale stanchezza e debolezza di lui. Non a torto, credo; ma errerebbe, parmi, chi non volesse vedervi altro. Quei giudizii e quei desiderii hanno anche una ragione estetica.

[243]. Cap. IV; Prose, pp. 193-4. Confrontisi con alcune ingegnose pagine del Bourget intitolate Paradoxe sur la musique in Études et Portraits, Parigi, 1889, vol. I.

[244]. Vedi Arréat, Mémoire et imagination, Parigi, 1895, pp. 60-1. I De Goncourt affermarono che anche il Lamartine ebbe la musica in orrore, ma si può dubitare della verità della loro affermazione. Vedi, per non dir altro, il commento con cui lo stesso Lamartine accompagnò la poesia intitolata Encore un hymne, nelle Harmonies poétiques et religieuses.

[245]. Purgat., II, 107-11.

[246]. Lettere famigliari, l. XIII, lett. 8; volgarizzamento di G. Fracassetti.

[247]. L. I, dial. 23, De cantu et dulcedine a musica.

[248].

Music! oh, how faint, how weak,

Language fades before thy spell!

[249].