In onor sommo;

e nella sua bocca poneva le lodi dell'Alfieri e del Parini, e di quel sovrano

D'occhi cieco, e divin raggio di mente,

Che per la Grecia mendicò cantando[56].

Dell'anno 1809 è l'Urania, ch'è tutto un inno alla poesia, e dove il poeta si consacra tutto alle muse, le quali, fuggitive dai laureti achei, presero stanza in Italia:

A queste alme d'Italia abitatrici

Di lodi un serto in pria non colte or tesso;

Chè vil fra 'l volgo odo vagar parola

Che le Dive sorelle osa insultando

Interrogar che valga a l'infelice