[369]. Lett. al De Sinner, 24 dicembre 1831; Epistol., vol. II, p. 450.
[370]. Lett. al Melchiorri, 3 ottobre 1825; Epistol., vol. II, p. 27. Era il tempo in cui veniva preparando per l'editore milanese Stella una edizione latina e un'altra latina e italiana di tutte le opere di Cicerone.
[371]. Lett. allo Stella, 12 marzo 1826; Epistol., vol. II, p. 111.
[372]. Lett. al Melchiorri testè citata, l. cit.
[373]. Lett. al padre, 3 luglio 1826; Epistol., vol. II, p. 149.
[374]. Opere inedite di Giacomo Leopardi pubblicate sugli autografi recanatesi da Giuseppe Cugnoni, Halle, 1878-80, vol. II, pp. 369, 374.
[375]. Tra le carte del poeta, lasciate dal Ranieri, è una Canzone sulla Grecia; ma non se ne conosce altro che il titolo, ed anzi potrebbe darsi non ve ne fosse altro che l'argomento. Vedi Camillo Antona-Traversi, Il catalogo de' manoscritti inediti di Giacomo Leopardi sin qui posseduti da Antonio Ranieri, Città di Castello, 1889, p. 19. Potrebbe darsi fosse tutt'uno con quella di cui lasciò ricordo in altra sua scheda il poeta (vedi Appendice all'epistolario e agli scritti giovanili, p. 239); nel qual caso avrebbe contenuto una esortazione ai principi, perchè si commovessero ai casi della povera Grecia, e un ricordo dei fatti di Parga.
[376]. Opere, Milano, 1854-63, t. IV, p. 414.
[377]. Del rinnovamento letterario in Italia, in Bozzetti critici e discorsi letterari, Livorno, 1876, p. 169.
[378]. Lett. ad A. F. Stella, 27 marzo 1818; Epistol., vol. I, p. 131. Le Osservazioni del cavaliere Di Breme erano state pubblicate nello Spettatore del medesimo Stella.