On surprend un regard, une larme qui coule;

Le reste est un mystère ignoré de la foule,

Comme celui des flots, de la nuit et des bois!

Il Manzoni, quando compose il Cinque Maggio, costrinse la moglie a sonargli il pianoforte, quasi per due giorni di séguito.

Dell'Hugo fu detto che detestasse la musica; ma prima di dar fede a chi lo disse, conviene leggere con qualche attenzione una poesia intitolata Que la musique date du XVI siècle, la quale è nella notissima raccolta dei Rayons et ombres, e conta non meno di 222 alessandrini. Comincia il poeta chiedendo agli amici: Qual è di voi che, sentendosi oppresso dalla tristezza, non abbia trovato nella musica consolazione e conforto? Poi, in versi meravigliosi, che non hanno riscontro in nessun'altra letteratura, descrive, rifà il vasto, vario, ponderoso canto dell'orchestra, il moltiforme miracolo della sinfonia.

Écoutez, écoutez! du maître qui palpite,

Sur tous les violons l'archet se précipite.

L'orchestre tressaillant rit dans son antre noir.

Tout parle. C'est ainsi qu'on entend sans les voir,

Le soir, quand la campagne élève un sourd murmure,