Che crepitando si scompone e scioglie

Fumigante la calce a l'improvviso

Tasto de l'acqua o del mordente aceto,

Tale al raggio del Ver struggeasi il vano

Fantasima; e in vapore indi converso,

Tremolando si sciolse, e a l'aria sparve.

Ma questi sono simboli e miti poetici, a cui altri poeti non mancarono di contraddire. Nell'Armando del Prati, Mastragabito, cioè Satana, muore di sfinimento: in un poemetto di Massimo Du Camp, La mort du Diable, Satana chiede in grazia a Dio la morte, e muore sotto il piede di Eva, l'antica madre ingannata, che compie così, non un'opera di vendetta, ma un'opera di misericordia. Il buon Béranger pretendeva che il diavolo fosse morto sino dai tempi di sant'Ignazio di Loyola, e per opera del santo medesimo:

Du miracle que je retrace

Dans ce récit des plus succincts

Rendez gloire au grand saint Ignace,