Ubertas taxatur aqua caeloque vacante
Terrestrem pluviam diffusus porrigit amnis.
Seguita descrivendo le innondazioni del Nilo, dopo di che parla del Fison. Trascrivo qui, perchè si possano paragonare con quelli di Alcimo Avito e degli altri, alcuni versi del poemetto De Phoenice, ove si descrive il bosco del sole, e alcuni del carme II del Panegirico ad Antemio, ove gli orti del sole sono descritti dal cristiano Sidonio Apollinare.
De Phoenice.
Est locus in primo felix oriente remotus
Qua patet aeterni ianua celsa poli:
Nec tamen aestivos, hiemisque propinquus ad ortus,
Sed qua sol verno fundit ab axe diem.
Illic planicies tractus diffundit apertos,
Nec tumulus crescit, nec cava vallis hiat.