Io trapassai di dolci canti pieno.
Da quel giardino er'io poco lontano,
Ch'io vidi un serafino in sulla porta,
Ch'è posto lì da Dio per guardiano.
L'angelo concede l'entrata, e Minerva s'accomiata dal poeta, affidandolo alla guida di Enoch ed Elia, che lo conducono a vedere le meraviglie del beato giardino. Ecco prima l'arbor senza fronde, l'albero della scienza del bene e del male (v. più sopra, p. 28); ecco, dopo, l'albero della vita:.
Poscia trovammo la pianta più bella
Del Paradiso, la pianta felice,
Che conserva la vita e rinnovella.
Su dentro al cielo avea la sua radice,
E giù inverso terra i rami spande,