Muri tota matheria lenis atque plana;
De qua sit matheria nescit mens humana.
Procul in campestribus maris cedit unda,
Muri circumstantia sit ut tota munda;
Alas pulsat nubium muri dos iocunda,
Gemmis instar siderum placide fecunda.
Si descrivono poi le gemme che adornano il muro e se ne dicono le virtù. Il palazzo descritto dall'Ariosto, XXXIV, 52-3. gira più di trenta miglia, e ha tutto d'una gemma il
muro schietto,
Più che carbonchio lucida e vermiglia.
[170]. Di questa caverna si parla nell'apocrifo intitolato Penitenza o Testamento d'Adamo; in una cronaca siriaca di cui dà l'analisi l'Assemani, Bibliotheca orientalis, t. II, p. 498; t. III, parte I, p. 281; Bibliothecae Apostolicae Vaticanae codicum manuscriptorum catalogus, t. III, pp. 329-31; nelle Storie di Eutichio, altrove.