Ibi quoque spaciosam perspicit planitiem,
Spatiose visionis exhibens blandiciem.
Inter species herbarum prata viridantia,
Liliorum et rosarum redolet fragrancia.
Ibi multi dividuntur rivulorum impetus,
Qui de fonte vite fluunt in mille meatibus.
Il pellegrino giunge a un palazzo tutto costruito ex viridi iaspide, adorno di pietre preziose, coperto di un aureo tetto. Nel mezzo è il trono dell'Eterno, e dal trono emana il fonte della vita. Intorno sono i beati distinti in tre ordini e i cori degli angeli: il cielo risuona de' loro cantici. Cf. Vincenzo Bellovacense, Speculum historiale, l. VIII, cap. 101, De Judeo quem Beata Virgo tormentis et gaudiis ostensis convertit, e Cesario di Heisterbach, Dialogus miraculorum, dist. XI, cap. 12.
[188]. Così nella descrizione che si legge nel cap. 8 del De judicio Domini di Tertulliano; in una poesia inglese di cui dà notizia il Wright, Op. cit., pp. 86-7, e altrove.
[189]. Si trova anche paradiso luziano, suggerito senza dubbio quel luziano dall'idea della luce. Nel poemetto Della caducità della vita umana, v. 25, si legge:
Fora del parais delicial.