Innanzi assai ch'all'ovra inconsumabile
Fosse la gente di Nembrot attenta,
dice lo stesso Adamo a Dante, là nel Paradiso[228]. Vero è che nel trattato De vulgari eloquentia, Dante aveva affermato che la lingua parlata primamente da Adamo fu quella stessa che parlarono poi gli Ebrei, serbata integra, affinchè il redentore del mondo potesse parlare il linguaggio della grazia, e non un linguaggio nato dalla confusione[229].
Vogliono alcuni che Adamo fosse introdotto da Dio nel Paradiso terrestre solo quaranta giorni dopo la sua creazione[230]. Checchè sia di ciò, la felicità di cui godettero nel giocondo giardino egli e la donna sua fu quale noi non possiamo nemmeno immaginare, nonchè descrivere. Vivendo in terra, eglino eran fatti partecipi della vita del cielo. Nel Testamento ricordato pur dianzi, lo stesso Adamo racconta al figliuolo Seth quale fosse la condizione di lui e di Eva nel Paradiso, prima del peccato. Udivano il suono armonioso che moveva dalle ali dei serafini preganti; udivano la gran voce dell'acque, le quali, dal profondo, adoravano il loro fattore; udivano le preghiere di tutti gli esseri distribuite per le diverse ore del giorno e della notte. Fruivano della beatifica visione di Dio, e pascevano l'anime della parola divina. Godevano delle delizie incomparabili del giardino, circondati dalla reverenza e dall'amore di tutte le creature viventi.
Ma quanto tempo godettero di così invidiabile felicità? quanto durò, in altri termini, lo stato di loro innocenza? Su questo punto le opinioni divariano assai, giacchè nulla dicono le Scritture. San Giovanni Crisostomo crede che Adamo ed Eva non rimasero forse nemmeno un giorno nel Paradiso[231]; e narrano alcuni talmudisti che Adamo peccò nella decima ora del giorno in cui fu creato, e che egli ed Eva furono pieni di terrore quando, essendo già stati cacciati dal Paradiso, videro per la prima volta in lor vita tramontare il sole[232]. In Occidente si accreditò in più particolar modo la opinione che i primi parenti non rimanessero nel Paradiso più di sett'ore, dalla prima alla settima, o dalla terza alla nona del giorno in cui furono creati, o vi furono introdotti. Perciò dice Adamo a Dante:
Nel monte, che si leva più dall'onda,
Fu'io, con vita pura, e disonesta,
Dalla prim'ora a quella che seconda,
Come il sol muta quadra, l'ora sesta[233].
Ma altre opinioni vi furono in buon numero, delle quali alcune poco si dilungavano da questa, e altre moltissimo; e secondo che si badi all'una o all'altra, Adamo ed Eva sarebbero rimasti nel Paradiso un giorno, sei, nove, quaranta giorni, sett'anni, quindici, ventotto, un secolo[234]. I maomettani ce li fanno stare cinquecent'anni.