[431]. Vedi intorno a questi racconti Benfey, Pantschatantra, vol. I, § 56, pp. 159-63; G. Paris, Le récit Roma dans les Sept Sages, Romania, vol. IV, pp. 125 sgg. A questo gruppo appartengono, un racconto di Cesario di Heisterbach (Dialog. mirac., dist. II, cap. 24), la novella 2ª, giorn. IV del Decamerone, la 69ª del Morlini, la 2ª di Masuccio Salernitano e altre.
LA LEGGENDA DI UN FILOSOFO (Michele Scotto)
Nella quarta bolgia dell'ottavo cerchio infernale, Virgilio, redento ormai dalla dubbia fama di mago che per secoli ne aveva infoscato e snaturato il carattere, addita e nomina a Dante gl'indovini ed i maghi che quivi son puniti di lor tracotanza. Accennatine alcuni antichi, Anfiarao, Tiresia, Aronta, Manto, Euripilo, e detto alcun che dei loro fatti, il maestro volge l'attenzione del discepolo sopra un moderno:
Quell'altro che ne' fianchi è così poco,
Michele Scotto fu, che veramente
Delle magiche frode seppe il gioco[432];
poi nomina ancora Guido Bonatti e Asdente, e, senza più far nomi, accenna al popol minuto delle fattucchiere, alle
triste che lasciaron l'ago,
La spola e il fuso e fecersi indovine;
Fecer malie con erbe e con imago.