High and majestic was his look,
At which the feilest fiends had shook,
And all unruffled was his face;
They trusted his soul had gotten grace.
[510]. Vedi l'Appendice, num. 11.
[511]. De Michaele Scoto, veneficii injuste damnato, Lipsia, 1739.
[512]. Fu vivissima un tempo in Italia anche la leggenda di Pietro d'Abano, di cui, tra l'altro, si narrò, come di Virgilio, che avesse preparato il bisognevole per risuscitare, ma non risuscitò, per colpa di un servitore che non seppe osservare i suoi ordini. Il Mazzuchelli fa memoria di una «celebre popolare commedia», che traeva argomento dalla vita di Pietro, e rappresentata circa il mezzo del secolo XVIII (Notizie storiche e critiche intorno alla vita di Pietro d'Abano, nella Raccolta d'opuscoli scientifici e filologici del Calogerà, vol. XXIII, Venezia, 1741, p. III). La leggenda era ancor viva negli ultimi anni di quel secolo, quando Francesco Maria Colle scriveva la Storia scientifico-letteraria dello Studio di Padova (Padova, 1824, vol. II, p. 128); ma non so se tale siasi serbata anche dopo. Il Vedova (Scrittori padovani) e il Ronzoni (Della vita e delle opere di Pietro d'Abano, Atti della R. Accademia dei Lincei, serie terza, Memorie della classe di scienze morali, storiche e filologiche, vol. II, 1878, pp. 526-50) non dicon nulla di questo.
APPENDICE ALCUNI TESTI DELLA LEGGENDA DI MICHELE SCOTTO
1.
Futura praesagia Lombardiae, Tusciae, Romagnolae et aliarum partium per magistrum Michaelem Scothum declarata (Chronica Fr. Salimbene Parmensis ordinis minorum ex codice Bibliothecae Vaticanae nunc primum edita, Parma, 1857, pp. 176-7). Li riproduco tali e quali.