Then in the church he let me see

A stone where Mr. Michael Scott did lie;

I asked at him how that could appear,

Mr. Michael had been dead above five hundred year?

He shew'd me none durst bury under that stone,

More than he had been dead a few years agone;

For Mr. Michael's name doth terrify each one.

ARTÙ NELL'ETNA

I.

Per secoli fu creduto che Artù, mortalmente ferito in battaglia, non fosse mai morto, ma vivesse in luogo incantato e recondito, d'onde sarebbe, una volta o l'altra, per far ritorno e prender vendetta de' nemici del suo popolo e suoi. Si sa quale luogo tenesse nella coscienza dei Brettoni vinti, ma non caduti di animo, sì fatta credenza; come intimamente si legassero ad essa i ricordi loro più dolorosi e le più accarezzate speranze; come tutto il sentimento loro di nazione trovasse in essa una consacrazione ed un simbolo. Alano de Insulis (m. 1202) ricorda come ai tempi suoi quella credenza fosse ancora così viva e comune in Armorica che il contraddirla avrebbe portato pericolo di lapidazione[513]. Fra le genti d'altra stirpe la lunga e paziente aspettativa diede il tema a locuzioni proverbiali notissime; e Arturum expectare tanto venne a dire quanto aspettar ciò che non può nè deve avvenire[514]; e speranza brettone fu sinonimo di speranza vana ed assurda. A sì fatta speranza sono frequenti accenni nei trovatori di Provenza[515], e dai trovatori di Provenza, se non da altri, avrebbero gl'italiani potuto averne agevolmente contezza. Arrigo da Settimello, nel suo poema latino De diversitate fortunae et philosophiae consolatione, composto circa il 1192, la rammenta due volte: