[547]. Cap. 2, in Acta Sanctorum, 15 aprile.
[548]. Vedi il bello e succoso scritto del Rajna, Un'iscrizione nepesina del 1131, nell'Archivio storico italiano, t. XIX (1887), scritto pieno di fatti e d'induzioni ingegnose.
[549]. Che prima di Pietro Vidal facesse dimora in Italia Bernardo di Ventadorn, asserirono, anche ultimamente, parecchi; ma non pare sia vero. Vedi Carducci, Un poeta d'amore del secolo XII, in Nuova Antologia, serie 2ª, vol. XXV (1881), pp. 15-6. Che un altro trovator di Provenza, Uggero del Viennese, sia stato in Italia sino dal 1154, è semplice supposizione dell'immaginoso Fauriel, non suffragata da prova alcuna.
[550]. La canzone Atressi cum lo camel; la sestina En tal dezir mos cors intra. Vedi Émil Levy, Der Troubadour Bertolome Zorzi, Halle, 1883, pp. 44, 68.
[551]. Vedi in proposito le preziose notizie procurate dal Rajna, Gli eroi brettoni nell'onomastica italiana del secolo XII, nella Romania, t. XVII, 1888, pp. 161-85, 355-65.
[552]. Cf. G. Paris, La littérature française au moyen-âge, 2ª edizione, Parigi, 1890, § 54, pp. 88-90.
[553]. Vedi il citato scritto del Pitrè, pp. 380-3, 391-2. Intorno al ciclo brettone, in Italia, si lavora molto di fantasia; ma non si può dire che esso metta radici in terra nostra e dia fuori nuove propaggini, fatta eccezione per quel tanto che si è veduto di Artù, e che, volendo, si potrebbe veder di Merlino. Nell'Appendice II do notizia di alcun'altra immaginazione, ove si scorge il desiderio di legare in qualche modo leggende brettoni con tradizioni nostrane.
[554]. Lo prova uno scrittore siciliano del secolo XVII, Placido Reyna, con le seguenti parole: «Haec vero de sirenibus fabula aliam vulgi de saga quadam cui nomen Morgana, narrationem aeque fabulosam in memoriam mihi revocat, quoniam et haec ad delicias tractus Peloritani declarandas inventa videtur. Formosissimam hanc esse sagam narrant, quae terram nostram incolat ac saepennumero, qua potentia praedita sit, admirabili ratione demonstrat» (Ad notitiam historicam urbis Messanae Introductio, col. 36, ap. Graevius, Thesaurus, t. IX). Non sembra del resto che il Reyna sapesse altro intorno alla fata Morgana. Questo, e il ricordo che, come ho notato innanzi, Ottavio Gaetani fa della leggenda narrata da Cesario, sono i soli accenni a leggende brettoni che io abbia potuto trovare nei molti ed eruditi illustratori della storia e della topografia della Sicilia.
[555]. Vedi G. Paris, La Sicile dans la littérature française, già cit., pp. 110, 112.