Davit, Merlin o ver lo buon Sansone.
In una frottola dubbia attribuita a Fazio degli Uberti (O pellegrina Italia) Merlino è nominato dopo Giovanni, Matteo, Daniele, Gioele, Abacuc, Salomone, l'abate Gioacchino[574].
Guittone d'Arezzo ricorda Perceval (canzone: Amor tant'altamente):
Se 'n atendendo alasso
Poi m'avenisse, lasso!
Che mi trovasse in fallo
Sicome Prezevallo — nom cherere.
Al ritorno di Artù allude Fazio degli Uberti (sonetto: Non so chi sia, ma non fa ben colui)[575]:
Nè Re Artù, nè altro tempo aspetto.
E poichè siam giunti all'enciclopedico Fazio, non lo lasciam così subito. Fazio allude al ritorno di Artù anche nel Dittamondo[576]: ricordato Uterpendragon e Merlino, detto come Artù succedesse al padre, soggiunge: