Lo imperador del doloroso regno[270],
e le Furie sono
le meschine
Della regina dell'eterno pianto[271].
Questo concetto di un regno satanico si trova già negli Evangeli[272] e in Padri della Chiesa, onde si trasse argomento, nelle rappresentazioni dell'arte, a dare a Lucifero, quali insegne della sua potestà, scettro e corona. Con tali insegne, o seduto sopra un trono, comparve anche Satana fuori dell'Inferno, in molte leggende[273]. Giacomino da Verona chiama anch'egli Lucifero re dell'Inferno[274]; ma, come Dante, gli nega ogni segno e fregio di signoria.
VI.
Vediamo ora i demonii di Dante in relazione coi dannati, nell'ufficio loro di giustizieri e tormentatori infernali.
Quando muore Guido da Montefeltro, resosi, dopo una vita tutta piena di colpe, cordigliero, S. Francesco viene per raccorne l'anima; ma un de' neri Cherubini gli dice:
Nol portar; non mi far torto.
Venir se ne dee giù tra' miei meschini,