NOTE

[79]. Inf., XXIII, 142-4.

[80]. Non so che il tema da me preso a trattare in questo scritto sia stato già trattato da altri, ordinatamente e in modo compiuto. I commentatori non troppo se ne impacciarono, e nel toccarlo errarono spesso. Coloro che di proposito discorsero della teologia di Dante, come Gian Lorenzo Berti, Melchiorre Missirini, A. F. Ozanam, Antonio Fischer, Ferdinando Piper, Fr. Hettinger, altri, nemmeno essi se ne curarono gran che, quasi fosse argomento di poca importanza trattandosi del poeta che descrive fondo a tutto l'universo. Fr. Hettinger, l'ultimo venuto, se ne sbriga in un pajo di pagine. (Die Theologie der göttlichen Komödie des Dante Alighieri in ihren Grundzügen. Erste Vereinschrift der Görres-Gesellschaft für 1879, Colonia, 1879, pp. 37-9). Gli scritti seguenti concernono in particolar modo questo o quello dei demonii danteschi, ma sono per la più parte condotti con criterii puramente letterarii ed estetici, o hanno speciale riguardo alla significazione allegorica, della quale io non mi curo: F. Lanci, Della forma di Gerione e di molti particolari ad esso demone attenenti, in Giornale arcadico, nuova serie, t. VII; L. C. Ferrucci, Sul Cerbero di Dante, in Giornale arcadico, t. XXII; G. Franciosi, Il Satana dantesco in Scritti danteschi, Firenze, 1876; 2ª ediz., Parma, 1889; P. G. Giozza, Iddio e Satana nel poema di Dante, Palermo (s. a.); V. Miagostovich, Lucifero nella Divina Commedia di Dante (Programm der Städtischen Ober-Realschule in Triest), Trieste, 1878; R. Fornaciari, Il mito delle Furie in Dante, in Nuova Antologia, 15 agosto, 1879; inserito poi nel volume Studi su Dante, Milano, 1883, pp. 47-93. V. Duina, L'ira e i mostri dell'Inferno dantesco, Commentarî dell'Ateneo di Brescia per l'anno 1886. Cf. nel vol. VI, pte 1ª, della Storia della letteratura italiana di Adolfo Bartoli, Firenze, 1887, uscito in luce dopo la prima pubblicazione del presente scritto, il capitolo intitolato I Demoni, gli Angeli, le Persone Divine. Senza sapere l'uno degli studii dell'altro sopra questo speciale argomento, il dottissimo mio amico ed io ci trovammo concordi in molte opinioni e conclusioni.

[81]. Tratt. III, c. 13.

[82]. V. 83. Cfr. De vulg. el., I, 2.

[83]. Vv. 46-8.

[84]. Vv. 11-12.

[85]. V. 91.

[86]. Parad., XXIX, 49-51. Cfr. S. Tommaso, Summa theol., P. I, qu. XLIII, art. 6.

[87]. Conv., III, 12. Punto delicato intorno a cui i teologi annasparono assai.