[486]. Marie de France, Fables, Prologue, v. 12-6:

Romulus qui fu emperere,

A sun fill escrit et manda

Et par essemple li mustra

Cum il se puist cuntreguetier

K'hum ne le peust engingnier.

[487]. Nella leggenda italiana che di S. Clemente si ha a stampa (s. l. n. a.) Faustiniano non è imperatore di Roma.

[488]. Questa storia edificante era buon argomento di dramma sacro. V. un Aucto del emperador Juveniano fra gli Auctos sacramentales desde su origen hasta fines del siglo XVII, nella Biblioteca del Rivadeneyra, 1865, p. 26-9. È la stessa storia che porge il soggetto alla nostra rappresentazione del Re Superbo, e a un libretto popolare che, sotto il titolo di Storia del Re Superbo, si ristampa tuttavia.

[489]. Le eccezioni sono rare. Radulfo Colonna, nel suo trattatello De translatione imperii dice, parlando appunto dell'impero: «Quam monarchiam, cum primum Octavianus Augustus deinde successores eius praeferrent, non uniformiter tenuerunt». E quasi subito dopo: «Imperium Romanum a Julio Caesare secundum quosdam, sed verius ob Octaviano Augusto primo Romanorum imperatore inchoatur». Questo ripete con le parole medesime Marsilio Menandrino, che pure scrisse un trattato De translatione imperii, copiando in massima parte quello di Radulfo Colonna, sebbene citi invece le Istorie di Landulfo Colonna. Honoré Bonnor, o Bonet, nell'Arbre des batailles (Parigi, per Antonio Verard, 1493, parte IIª, c. 2) riconosce che Ottaviano Augusto fu il primo imperatore: «Et vraiement il fut le premier empereur qui fut a rommes selon les vrayes histoires». Nel c. 13 dice che Giulio Cesare fu solamente chiamato principe di Roma. Di Cesare dice Giovanni Villani (Istorie Fiorentine, l. I, c. 29): «il detto Cesare levò l'ufficio de' consoli, e dittatori, ed egli primo si fece chiamare imperatore». L'opinione di Dante non appar chiara dal v. 57 del c. VI del Paradiso, dove dice, parlando del sacrosanto segno dell'impero,

Cesare per voler di Roma il tolle;