[622]. Hist., l. VI, c. 22. Ma Orosio copiava Svetonio (Oct. Aug., 53) cercando nelle parole dello storico pagano la prova di una intenzione favorevole al Cristianesimo. Si confrontino i due passi:
SVETONIO
Domini appellationem, ut maledictum et opprobrium, temper exhorruit. Quum spectante eo ludos, pronunciatum esset a mimo, O Dominum aequum et bonum, et universi, quasi de Ipso dictum exultantes comprobassent; et statim manu vultuque indecoras adulationes reprossit, et insequenti die gravissimo corripuit edicto, dominumque se posthac appellari, no a liberis quidem aut nepotibus suis, vel serio vel joco passus est: atque huiusmodi blanditias etiam ioter ipsos prohibuit.
OROSIO
Domini adpellationem, ut homo, declinavit. Nam cum eodem spectante ludos, pronunciatum esset in quodam mimo, O Dominum aequum et bonum, universique quasi de ipso dictum esset, exultantes adprobavissent, statim quidem manu vultuque indecoras adulationes repressit, et insequenti die gravissimo corripuit edicto, dominumque se posthac adpellari ne a liberis quidem aut nepotibus suis vel serio vel joco passus est.
Si noti quell'ut homo intercalato da Orosio, e che muta di un subito tutto la intonazione del passo.
[623]. La versione latina è di Sant'Agostino. In un apocrifo Sermo beati Augustini episcopi de Natale Domini, il quale si trova nel cod. Lat. 1018 della Bibl. Nat. di Parigi, scritto nel XII secolo, la Sibilla recita, dopo altri testimoni della divinità di Cristo, non trentaquattro, ma ventisette versi, de' quali i primi quattordici soltanto formano, e malamente, acrostico. V. Sepet, Les Prophètes du Christ, Bibliothèque de l'École des Chartes, serie VIª, t. III (1867), p. 2-8. Nel Mistero del profeti di Cristo, pubblicato di su un codice dell'XI secolo, prima dal Raynouard, Choix des poésies des troubadours, t. II, p. 139-43, poi dal Du Méril Origines latines du théâtre moderne, 179-87, e in altri Misteri dello stesso argomento, la Sibilla recita, come nel racconto dei Mirabilia, i soli tre primi versi della profezia. Di questa, che nel medio evo fu assai celebrata, si hanno versioni e parafrasi in tutte le lingue d'Europa. Una versione francese pubblicò, di su un cod. Laureziano, Paolo Meyer, Bulletin de la Société des anciens textes français, 1879, p. 79-83, alcune versioni provenzali e catalane il Milà y Fontanals, Romania, 1881, p. 356-65.
[624]. Oct. Aug., 79.
[625]. Il Baronio volendo pur salva in qualche modo la leggenda disse che Augusto ebbe la rivelazione, non dalla Sibilla, ma dai libri sibillini. Apparat. ad Annal., ed. del Mansi, p. 447.
[626]. Cod. dell'Universitaria di Bologna N. 157.