Ed è ai giovani che insieme a Voi miei vecchi commilitoni—che io dedico questo libro mio:—è ai giovani che, anche in nome vostro, ricordo tutta quell'epoca che parrà leggenda, quando il tempo renderà la tarda ma dovuta giustizia agli uomini ed agli eventi storici.
Ed è ai giovani che hanno l'anima piena di speranze e d'amore, e sentono che la vita sarebbe sterile senza la luce d'un ideale, che io mando il mio saluto augurale.
Su, su, giovani d'Italia!—Come voi, rosei e frementi nei loro vent'anni, eran coloro che dal 48 al 70 combatterono per redimere l'Italia—eran come voi animosi e gagliardi gli studenti che a Curtatone e Montanara, come a Roma, tennero alto agli albori del nostro risorgimento, il genio e il valore italiano;—come voi erano entusiasti e nobilmente ribelli i Mille compagni di Garibaldi, che salpando da Quarto compirono il più grande fatto storico dell'epoca moderna;—e giovani come voi erano i caduti sui campi di battaglia per la causa santissima da Custoza a Milazzo—da S. Martino a Calatafimi—da Pastrengo a Bezzecca—da Volturno a Castelfidardo e Mentana; e le zolle d'Italia, ricoprono ovunque pietose le ossa generose di quella balda e fiera gioventù, che tutto abbandonando affrontava la morte al grido di "Viva Italia!..."
Su, su, giovani! sulle mura d'ogni vostro paese, nei marmi votivi, sono scolpiti i nomi dei vostri cari—e quei nomi sono solcati dal sangue dei morti e dalle lagrime dei superstiti—sangue e lagrime che valsero a darvi una patria libera e indipendente!
Innanzi a tali ricordi l'irrisione diventa bestemmia!...—Giovani d'Italia venite con me a salutare i soldati del patrio risorgimento!
CAPITOLO I.
Garibaldi in America.
Nato in Ancona il 4 settembre del 1829 e figlio d'un marinaro, Elia volle fin dalla tenera età di nove anni intraprendere esso pure la carriera del mare incominciando ad esercitarla da mozzo e percorrendola tutta, fino a diventare Capitano di lungo corso.