Alla seconda brigata, formata di mille uomini di Guardia Civica e del primo Reggimento di fanteria leggiera fu posto comandante il Colonnello Masi.

La Legione Romana e il primo di linea con due pezzi di campagna, posti agli ordini del Colonnello Bartolomeo Galletti; una colonna di riserva, di ottocento carabinieri ubbidivano al generale Giuseppe Galletti; cinquecento dragoni al Colonnello Savini; le artiglierie al Lopez e ai fratelli Calandrelli.

I bersaglieri Lombardi comandati dal Manara avendo ottenuto dal generale Oudinot di sbarcare a Porto d'Anzio a condizione che non avrebbero preso parte a combattimenti prima del 4 maggio, erano vincolati dall'impegno preso per essi dal Preside di Civitavecchia.

Sicuri ormai che il generale Oudinot voleva entrare in Roma per ristaurarvi il governo papale il 28 aprile l'assemblea approvava il seguente decreto, dove il senno romano ben distingueva fra nazione e governo di Francia, non incolpando la prima delle inique aggressioni del secondo, e ponendo sotto la protezione delle leggi i Francesi nell'atto che si apprestava alla guerra contro l'armata di Francia.

REPUBBLICA ROMANA

In nome di Dio e del Popolo

"Credendo nelle generose virtù dei Romani come nel loro valore:

"Conscio che sebbene deciso a difendere fino agli estremi, contro ogni invasore l'indipendenza della sua terra, il popolo di Roma non rende mallevadore il popolo di Francia degli errori e delle colpe del suo governo":

"Fidando nel popolo e nella santità del principio repubblicano:

IL TRIUNVIRATO DECRETA