Genova, 28 settembre 1870.
Mio carissimo Elia,
"Il generale è prigioniero a Caprera e Menotti a Catanzaro, e in Francia non ci vogliono.
"Codesti novelli Bruti, che oggi reggono la cosa pubblica in Francia, vogliono diplomatizzare e non pensano a prepararsi a lotta suprema, che abbia per obbiettivo, la cacciata dell'invasione straniera.
"M'ingannerò, ma essi non servono, come dovrebbero, la Francia e la causa repubblicana.
"Alla generosa e patriottica offerta del generale non risposero ancora; allo slancio dei volontari contrappongono ordini rigorosissimi ai consoli e ai confini donde siamo rimandati.
"Domani avrò lettera dal generale e ordini suoi, che immediatamente ti comunicherò; per ora io ti consiglio a non muoverti.
"Saluto gli amici.
"Aff.mo tuo
"S. Canzio".