L'attacco più accanito si svolse nel centro, contro le trincee intorno a Domokos, tenute validamente dalle truppe greche comandate dal generale Mauromichaelis, che da prode vi lasciava la vita.
A questo combattimento prese parte il 1o battaglione garibaldino comandato dal Mereu, che vi perdette ben 50 circa dei suoi valorosi fra morti e gravemente feriti. Per la morte del generale Mauromichaelis che le comandava, e per il numero preponderante del nemico, le truppe greche dovettero abbandonare le trincee di Domokos. Da quel momento la battaglia poteva dirsi finita, perché il principe ereditario, a notte fatta metteva tutto il suo esercito in ritirata per Furca.
Mentre questo avveniva al centro, all'estrema sinistra la divisione Hairi Pachà spingeva distaccamenti con l'obiettivo di impossessarsi della strada Koto-Agoriani-Dereli-Moccoluno onde tagliare ai Greci la ritirata; mentre col grosso delle sue forze si presentava ad attaccare la piccola divisione Tertipis che occupava Balimbeni-Kasimir-Amaslar.
Contro la divisione Hairi Pachà combattevano eroicamente il 2o e 3o battaglione dei garibaldini, fiancheggiati dalla brava legione Filellenica.
Ecco come il generale Ricciotti Garibaldi descrive il combattimento.
"Indovinato il piano di attacco del generale Hairi Pachà, decisi di prendere contatto con le truppe nemiche in una specie di semicerchio rientrante che faceva la pianura a piè delle colline, il cui corno destro era tenuto solamente dalla Filellenica ed il sinistro da alcuni Euzoni della divisione Jertipis.
"In mezzo a questo semicerchio vi era una collinetta isolata; e questa era la posizione che io ordinai d'occupare per tener testa alle masse nemiche; già i tiragliatori turchi più avanzati, ne avevano raggiunte le falde a destra e sinistra accogliendo la comparsa della nostra colonna con un ben nutrito fuoco. Fermate per un momento le prime compagnie dissi ai miei bravi così:
"Compagni! ricordatevi che oggi è affidato a voi l'onore e la dignità d'Italia".
"Queste poche parole furono accolte con fremito d'entusiasmo e non ebbi dubbio che questa terza generazione di Camicie Rosse sarebbe stata degna delle precedenti.
"Ordinai a Martinotti, comandante del 2o battaglione, di stendere la 1a compagnia in ordine aperto e prendere possesso a passo di corsa della collinetta—obbiettivo del nostro campo d'azione.