"I vostri nemici sono astuti e potenti, ma noi marciamo sulla terra degli Scevola, degli Orazi e dei Ferrucci; la nostra causa è la causa di tutti gli Italiani: il nostro grido di guerra è lo stesso che risuonò a Varese ed a Como "Italia e Vittorio Emanuele" e voi sapete che con noi, caduti o viventi, sarà illeso l'onore italiano.

G. Garibaldi

generale Romano, nominato da un governo

eletto dal suffragio universale".

Prima di partire da Talamone scriveva a Bertani così:

Caro Bertani,

"Nella notte della nostra partenza si smarrirono due barche che portavano le munizioni, i capellozzi, tutte le carabine e revolvers, 230 fucili ecc. Nel giorno seguente cercammo indarno tali barche per molte ore, e poi proseguimmo.

"Qui abbiamo rimediato alle principali urgenze, grazie alla buona volontà delle autorità di Orbetello e di queste.

"Fra poco avrete altre notizie di noi.

"Frattanto fate ritirare tutti gli oggetti suddetti.

"Con affetto.