Il gatto, che sentì il rumore della carrozza che passava sul ponte-levatojo del castello, corse incontro al Re e gli disse:

—Vostra maestà sia la benvenuta[27] in questo castello del signor marchese di Carabà.

—Come! signor Marchese!—esclamò il Re.—Anche questo castello è vostro? Non c'è nulla di più bello di[28] questo palazzo e delle fabbriche che lo circondano; visitiamolo nell'interno, se non vi scomoda.—

Il Marchese dette la mano alla Principessa; e seguendo il Re, che era salito il primo, entrarono in una gran sala, dove trovarono imbandita una magnifica merenda, che l'orco aveva fatta preparare per certi suoi amici che dovevano[29] venire a trovarlo, ma che non avevano ardito di entrar nel castello, perchè sapevano che c'era il Re.

Il Re, contento da non potersi dire,[30] delle belle doti del marchese di Carabà, al pari della sua figlia, che n'era pazza, e vedendo i grandi possessi che aveva, dopo aver vuotato quattro o cinque bicchieri, gli disse:

—Signor Marchese! se volete diventare mio genero, non sta che a voi.—

Il Marchese, con mille riverenze, gradì l'alto onore fattogli dal Re, e il giorno dopo sposò la Principessa.

Il gatto diventò gran signore, e se seguitò a dar la caccia ai topi, lo fece unicamente per passatempo.

charles perrault.

Voltato in italiano da C. Collodi.