—In verità,—rispose la signora Susanna,—se non credessi di farla deviare dal suo cammino, accetterei.

—Si figuri.... Passo anzi davanti alla sua villa. E in ogni caso.... Mi dispiace piuttosto di non potere offrire ospitalità a que' due signorini.

—I due signorini vanno a piedi,—disse Cecilia tutta contenta.

E restituendo alla madre l'ombrellino si ricoverò sotto l'ombrello rosso.

—Quella lì resterà una bimba sino all'estrema vecchiezza,—osservò la signora Susanna mentre, aiutata dal dottore, saliva in timonella. E continuò, rivolgendosi ai due ragazzi:—Mi raccomando di non far pazzie e di andar subito a casa. Ferruccio, tu sei il più giovine, ma sei anche il più savio. Abbi tu giudizio per tua cugina. Te l'affido.

Il dottore Lonzi scosse le redini sul collo al cavallo che si mise al trotto.

—Ha sentito?—disse con aria d'importanza Ferruccio.—È affidata a me. Dunque rispetto e soggezione.

—Oh!—esclamò Cecilia.—Che cavaliere formidabile! Con un buffetto lo getterei in fosso.

—Questa vorrei vederla,—replicò Ferruccio piccato.

—To', mi negheresti d'esser tre buone dita più basso di me?