Mistero!...

Perchè deve esser lecito strappare dalle sue consuetudini giornaliere un povero diavolo, il quale per venti o trent' anni non ha fatto altro che fabbricare o sapone, o camiciole di lana, o versi endecasillabi, per costringerlo a mascherarsi lì per lì da giudice di Tribunale, col pericolo che egli assolva innocentemente qualche arnese galerabile,[4] e mandi all'ergastolo qualche malcapitato galantuomo?

Mistero, mistero, e sempre mistero! vale a dire[5] tutte cose che si vedono fare, senza poterne capire la ragione ragionevole per cui si fanno.

—Che cos' è il giurato?

—Il giurato è un libero cittadino, condannato dalle libere istituzioni a far da urna, rigirandosi in bocca due pallottole, sopr'una delle quali è scritta la condanna, e sull'altra l'assoluzione dell' imputato. La prima pallottola che il giurato sputa, è quella che il vero giudice è tenuto a fare eseguire.

—Qual'è, per un giurato, la più grande afflizione di spirito?

—Quella di non saper mai a che ora potrà pranzare.

—Che fa il giurato, durante il dibattimento?

—Quando va a prendere il suo posto è rassegnato: dopo un' ora, è uggioso: dopo un' ora e mezzo, è impaziente: dopo un' ora e tre quarti, diventa atrabiliare: dopo due ore, finisce col credersi più infelice dello stesso imputato, perchè egli si sente già condannato, mentre l'altro ha sempre qualche speranza.

—Come si chiama la deliberazione del giurì?