La universale accoglienza che è stata fatta in Italia a quest’opera ha mosso il traduttore a ristamparla. Egli ha raffrontata diligentemente la versione col testo, ne ha corretti gli errori corsi nella prima edizione, si è studiato di migliorare lo stile in guisa che fedelmente ritragga il modo di scrivere del grande storico inglese, ed osa sperare che i lettori gli terranno conto di queste nuove cure. Crede superfluo il far notare che i primi due volumi, i quali comprendono la storia del regno di Giacomo II e della grande Rivoluzione che lo precipitò dal trono, si possono considerare come opera che sta da sè. Nondimeno egli attende alacremente a tradurre gli altri volumi, cioè il regno di Guglielmo d’Orange; ed aspettando che in questo frattempo Lord Macaulay mandi alla luce il compimento di questo secondo periodo storico, spera poterlo pubblicare senza alcun indugio.

Aprile 1859.


INDICE

CAPITOLO PRIMOPag.[11]
CAPITOLO SECONDO[145]
CAPITOLO TERZO[259]
CAPITOLO QUARTO[393]
CAPITOLO QUINTO[479]

AL CAV. SEBASTIANO FENZI.

Intitolandoti questo lavoro onde compiacere all’amicizia che sento schietta ed infinita per te, intendo ad un tempo renderti pubblico testimonio di gratitudine a nome di quanti amano la patria nostra, per il bene che volevi arrecarle allorchè ti nacque, il generoso pensiero d’istituire la Rivista Britannica. Intendevi con quel severo giornale a distogliere le menti de’ giovani dalle frivole e leggiere letture, e richiamarle allo studio della letteratura e delle istituzioni del grandissimo fra i popoli moderni; istituzioni e letteratura che per la lunga dimora in Inghilterra, e la conoscenza dello idioma e de’ costumi, ti sono familiari. Quantunque lo inerte paese nostro non rispondesse ai tuoi desiderii, e la Rivista, dopo un anno di vita, fosse costretta a cessare; a te nondimeno rimarrà sempre l’onore d’aver tentato con sacrificii d’ogni ragione una impresa mirabilmente benefica. Se il mio lavoro, almeno in grazia della inclita fama di Macaulay, avrà sorte meno trista, a me sarà dolce che i lettori sopra la prima pagina del libro trovino impresso il degno tuo nome.

Firenze, Ottobre 1852.

paolo emiliani-giudici.