Nondimeno in una cosa Giacomo usò alquanto di prudenza. Non si rischiò di esporre il Nunzio in solenne processione agli occhi della vasta popolazione di Londra. La ceremonia fu fatta il dì 3 luglio 1687, in Windsor. La gente accorse in folla a quella piccola città, tanto che mancarono i viveri e gli alloggi; e molte persone dʼalta condizione rimasero tutta la giornata nelle loro carrozze aspettando di vedere lo spettacolo. In fine, in sul tardi del pomeriggio, comparve il maresciallo del palazzo seguito daʼ suoi uomini a cavallo. Quindi veniva una lunga fila di volanti, e da ultimo in un cocchio di Corte procedeva Adda coperto dʼuna veste purpurea, con una croce che gli luccicava sul petto. Era seguito dalle carrozze deʼ principali cortigiani e ministri di Stato. Ed in questo corteo gli spettatori riconobbero con indignazione lʼarmi e le livree di Crewe vescovo di Durham, e di Cartwright Vescovo di Chester.[280]

III. Il dì susseguente leggevasi nella gazzetta un decreto che discioglieva il Parlamento, il quale di tutti i quindici Parlamenti convocati dagli Stuardi era stato il più ossequioso.[281]

Intanto nuove difficoltà sorgevano in Westminster Hall. Pochi mesi erano corsi da che erano stati destituiti alcuni giudici e sostituiti altri a fine dʼottenere una sentenza favorevole alla Corona nella causa di Sir Eduardo Hales; e già era necessario fare nuovi cangiamenti.

Il Re aveva appena formato quello esercito, con lʼaiuto del quale principalmente egli sperava di compire i propri disegni, allorchè si avvide di non poterlo tenere in freno. In tempo di guerra nel Regno un soldato ribelle o disertore poteva esser giudicato da un tribunale militare, e la sentenza eseguita dal Provosto Maresciallo. Ma adesso vʼera perfetta pace. Il diritto comune dʼInghilterra, originato in una età in cui ogni uomo portava le armi secondo le occorrenze, e giammai di continuo, non faceva distinzione, in tempo di pace, da un soldato ad un altro suddito qualunque; nè vʼera Atto alcuno somiglievole a quello, per virtù del quale lʼautorità necessaria al governo delle truppe regolari, annualmente si affida al Sovrano. Alcuni vecchi statuti, a dir vero, dichiaravano in certi casi speciali crimenlese la diserzione. Ma tali statuti erano applicabili solo ai soldati nellʼatto di prestare servizio al Re in guerra, e non potevansi senza aperta mala fede stiracchiare tanto da applicarli al caso di colui, il quale, in tempo di profonda quiete dentro e fuori lo Stato, sentendosi stanco di rimanere più oltre negli accampamenti di Hounslow facesse ritorno al suo villaggio nativo. Sembra che il Governo non avesse potestà di ritenere un tale uomo più di quella che non ne abbia un fornaio o un sartore sopra i suoi lavoranti. Il soldato e i suoi ufficiali agli occhi della legge erano in pari condizione. Sʼegli bestemmiava contro loro, era punito come reo di bestemmia; se gli batteva, era processato per offesa. Vero è che le milizie regolari avevano minor freno delle civiche. Perocchè queste erano un corpo istituito da un Atto parlamentare, il quale aveva provveduto che si potessero, per violazione di disciplina, infliggere sommariamente pene leggiere.

Non sembra che sotto il regno di Carlo II si fosse fatta molto sentire la inconvenevolezza pratica di siffatta condizione della legge. Ciò potrebbe forse spiegarsi dicendo che fino allʼultimo anno del suo regno, le forze chʼegli manteneva in Inghilterra, erano precipuamente composte di soldati appartenenti alla casa reale, la cui paga era tanta che la destituzione dal servizio sarebbe stata dalla più parte di loro considerata come una sciagura. Lo stipendio di un soldato comune nelle Guardie del Corpo era una provvisione degna del figlio minore dʼun gentiluomo. Anche le Guardie a piedi erano pagate quanto i manifattori in tempi prosperi, ed erano quindi in condizioni tali da essere invidiati dalla classe deʼ lavoranti. Il ritorno del presidio di Tangeri, e le leve deʼ nuovi reggimenti avevano apportata una seria riforma. Adesso erano in Inghilterra molte migliaia di soldati, ciascuno deʼ quali riceveva soli otto soldi di paga per giorno. Il timore dʼessere licenziati non era bastevole a tenerli dentro gli stretti confini del dovere: e le pene corporali non potevano legalmente dagli ufficiali essere inflitte. Giacomo aveva quindi due sole vie ad eleggere, o lasciare che la sua armata si disciogliesse da sè, o indurre i Giudici a dichiarare che la legge fosse ciò che ogni giureconsulto sapeva non essere.

A ciò fare importava segnatamente esser sicuro della cooperazione di due tribunali; la Corte del Banco del Re che era il primo tribunale criminale del Regno, e la Corte chiamata del goal-delivery, che sedeva in Old Bailey, ed aveva giurisdizione sopra i delitti commessi nella capitale. In ambedue queste Corti vʼerano grandi difficoltà. Herbert, Capo Giudice del Banco del Re, per quanto fino allora si fosse mostrato servile, non avrebbe osato di trascorrere più oltre. Più ostinata resistenza era da aspettarsi da Giovanni Holt, il quale, come Recorder della città di Londra, occupava il banco in Old Bailey. Holt era uomo eminentemente dotto nella giurisprudenza, dotato di mente lucida, coraggioso ed onesto; e comecchè non fosse stato mai fazioso, le sue opinioni politiche sentivano di spirito Whig. Nulladimeno dinanzi alla volontà del Re disparvero tutti gli ostacoli. Ad Holt fu tolto lʼufficio. Herbert ed un altro giudice furono cacciati dal Banco del Re; e queʼ posti vacanti vennero dati ad uomini nei quali il Governo poteva pienamente confidare. E per vero dire, ei fu mestieri scendere a ciò che vi era di più basso nel ceto legale per trovare uomini pronti a rendere i servigi richiesti dal Re. La ignoranza del nuovo Capo Giudice Sir Roberto Wright passava in proverbio; e pure la ignoranza non era il peggiore deʼ suoi difetti. Era stato rovinato daʼ vizii, aveva ricorso a mezzi infami per far danari, ed una volta fece un falso affidavit, ovvero dichiarazione con giuramento, per guadagnare cinquecento sterline. Povero, dissoluto e svergognato, era divenuto uno deʼ parassiti di Jeffreys, che lo promosse nel medesimo tempo in cui lo caricava dʼinsulti. Tale era lʼuomo scelto da Giacomo a Lord Capo Giudice dʼInghilterra. Un certo Roberto Allibone, che era nelle leggi anche più ignorante di Wright, e come cattolico romano non poteva occupare impieghi, fu fatto secondo giudice del Banco del Re. Sir Bartolommeo Shower, ugualmente noto come Tory servile ed oratore noioso, fu nominato Recorder di Londra. Dopo tali variazioni, a parecchi disertori fu fatto il processo. Vennero dichiarati rei a dispetto della lettera e dello spirito della legge. Alcuni furono condannati a morte nel Banco del Re, altri in Old Bailey. Vennero impiccati al cospetto deʼ reggimenti ai quali appartenevano; e sʼebbe cura che la esecuzione della sentenza fosse annunziata nella gazzetta di Londra, la quale di rado dava notizia di siffatti eventi.[282]

IV. Era da credersi che la legge, violata con tanta impudenza da Corti la cui autorità derivava interamente da quella, e che avevano costume di toglierla a guida neʼ loro giudizii, sarebbe poco rispettata da un tribunale istituito da un capriccio tirannico. La nuova Alta Commissione nei primi mesi della sua esistenza aveva semplicemente inibito ad alcuni chierici lo esercizio delle loro funzioni spirituali; essa non aveva attentato ai diritti di proprietà. Ma sul principio del 1687, eʼ fu deliberato di colpire cotesti diritti, e di porre in mente ad ogni prete e prelato anglicano la convinzione, che, ricusando di aiutare il Governo a distruggere la Chiesa di cui egli era ministro, verrebbe in un attimo ridotto alla miseria.

Sarebbe stata prudenza farne la prima prova sopra qualche oscuro individuo. Ma era tanta la cecità del Governo, che in una età più credula si sarebbe chiamata fatalità. A un tratto dunque fu dichiarata la guerra alle due più venerabili corporazioni del reame, voglio dire alle Università dʼOxford, e di Cambridge.

V. Queʼ due grandi corpi da lunghissimi anni erano stati molto potenti; e la potenza loro in sul declinare del secolo decimo settimo era giunta al più alto grado. Nessuno deʼ paesi vicini poteva gloriarsi di centri di dottrina splendidi ed opulenti al pari di quelli. Le scuole dʼEdimburgo e di Glasgow, di Leida e di Utrecht, di Lovanio e di Lipsia, di Padova e di Bologna, sembravano dappoco ai dotti chʼerano stati educati neʼ magnifici istituti di Wykeham e di Wolsey, di Enrico VI, e dʼEnrico VIII. Le lettere e le scienze nel sistema accademico dʼInghilterra, erano circondate di gran pompa, avevano una magistratura, ed erano strettamente connesse con tutte le più auguste istituzioni dello Stato. Essere Cancelliere dʼuna Università reputavasi onorificenza, alla quale ardentemente ambivano i magnati del Regno. Rappresentare una Università in Parlamento era scopo allʼambizione degli uomini di Stato. I nobili e perfino i principi inorgoglivansi di ricevere da una Università il privilegio dʼindossare la veste scarlatta di dottore. I curiosi erano attratti alle Università dal diletto di ammirare quegli antichi edifizi ricchi di memorie del medio evo, quelle moderne fabbriche che mostravano quanto potessero gli squisiti ingegni di Jones e di Wren, quelle magnifiche sale e cappelle, i Musei, i giardini botanici, e le sole grandi Biblioteche pubbliche che a quei tempi esistessero nel Regno. La pompa che Oxford mostrava nelle solennità, rivaleggiava con quella deʼ principi sovrani. Quando il venerando Duca dʼOrmond Cancelliere di quellʼUniversità, coperto del suo manto ricamato, sedeva sul trono sotto la dipinta volta del teatro di Sheldon, circondato da centinaia di graduati vestiti secondo lʼordine loro, mentre i più nobili giovani dellʼInghilterra solennemente a lui presentavansi come candidati peʼ grandi accademici, egli faceva una comparsa regale quasi al pari del suo signore nella Sala del Banchetto in Whitehall. Nella Università sʼerano educati glʼintelletti di quasi tutti i più eminenti chierici, laici, medici, begli spiriti, poeti, ed oratori del reame, e gran parte deʼ nobili e dei ricchi gentiluomini. È anche da notarsi che la relazione tra lo scolare e la scuola non rompevasi alla sua partenza da quella. Spesso egli seguitava ad essere per tutta la vita membro del corpo accademico, e come tale votava in tutte le elezioni di maggiore importanza. Serbava quindi per le sue antiche passeggiate lungo il Cam e lʼIsis una memoria più affettuosa, che gli uomini educati spesso non sentono per il luogo della loro educazione. In tutta Inghilterra non era angolo in cui le due Università non avessero grati e zelanti figli. Ogni attentato contro lʼonore e gli interessi di Cambridge e di Oxford non poteva non provocare il risentimento dʼuna possente, operosa e intelligente classe, sparsa in ogni Contea da Northumberland fino a Cornwall.