Ma principalmente importante sul proposito è una Raccolta di relazioni, lettere e documenti diversi, intorno ai fatti di quel tempo, che, meno qualche scrittura stampata con lo Zazzera, si conserva tuttora inedita. Essa è opera di not. Giovan Berardino Giuliani, o de Juliani, che fu poscia Segretario della Piazza del Popolo, ed autore della Descrizione dell'apparato fatto nella festa di San Giovanni del 1631, e di un Trattato del Monte Vesuvio e de' suoi incendii del 1632. Egli inoltre vi appose molte postille ed annotazioni illustrative. La Raccolta è variamente intitolata. Un esemplare, che a me sembra l'originale del Giuliani, e che si conserva nella Biblioteca Nazionale (X-C-10) porta il seguente titolo: Historia veridica delle cose notabili successe nel regno di Napoli e nella Corte di Spagna sotto i governi del duca di Ossuna e dei Cardinali Borgia e Zapata e del Vicerè duca d'Alba etc. dall'anno 1617 all'anno 1624, coi documenti autentici dei fatti occorsi; registrati da me Giovan Bernardino de Juliani, segretario del fidelissimo Popolo di Napoli. Il Ms. è di carte 479 e finisce con una fede stampata di notar Romano del 9 giugno 1624 sulle cariche avute e lodevolmente esercitate dal Giuliani. Un altro esemplare pur anco originale e che inoltre ha le postille autografe dell'autore, ma mancante della fine, si conserva da me, ed è intitolato: Cose varie e curiose raccolte da notar Giovan Bernardino de Giuliani de Napoli, nelle quali particolarmente si ha notizia di quanto con verità passò in Napoli al tempo del Duca di Ossuna et alla fine di esso nell'anno 1620, et di quello, che succedè all'uscir di detto duca di Napoli, et alla Corte et altre cose curiose.

Inoltre, qualche mezzo secolo dopo del Giuliani, un benemerito cultore delle patrie memorie riunì in una sola opera tatto quello che potette raccogliere intorno al governo del Duca di Ossuna e di alcuni Vicerè suoi successori, sino al 1624, ed intitolò questa raccolta: Successi del duca di Ossuna. Egli distribuì la materia in 5 volumi, nel primo dei quali rescrisse lo Zazzera, e nel 2º, 3º e 4º riunì la compilazione del Giuliani e vi aggiunse altre cose che sull'argomento a lui riuscì di trovare. Il raccoglitore ebbe l'opportunità di avere tra le mani alcune scritture autografe del Genoino che erano restate presso i suoi nipoti, e ne trascrisse nel suo libro le più notevoli.

Giova a tal proposito notare, come nel Diario di Giuseppe Campanile, del quale sopra feci parola, si accenna a queste scritture del Genoino, e si dice che “tra di esse vi erano varie composizioni manoscritte dell'Historia di Napoli, opera assai faticata da esso in più anni et altre materie notabili a favore del popolo: tutti i biglietti inviatigli dal duca di Arcos in questo tempo (1647) et altri scritti legali„. Campanile Diario f. 25 v.

Il Genoino stesso in una sua Apologia all'abbate Torrese per haverli contradetto l'ingresso e luogo acquistato con una lunga età nell'Almo Collegio de' Dottori, scrittura che si trova al f. 432 mihi del vol. III della cennata Raccolta, compendiando i fatti della sua vita, conchiude così: “se si trova che alcuno falso historiatore o altro avesse scritto per historia l'opera del Duca et mia il fatto in altro modo di quanto ho detto, tutti hanno mentito et mentono, come falsi, et così farò constatare per pubbliche scritture in un'Apologia quale darò in luce (f. 437).„ Ma quest'Apologia o non fu scritta o andò perduta.

Molte copie di questa Raccolta dei Successi del duca di Ossuna fatta verso il 1670, le quali appartengono ad epoche ed a mani diverse, esistono nelle pubbliche e private biblioteche, e sono state da me consultate. Nella Biblioteca Nazionale se ne ritrovano del secondo (X.-B,-4), del terzo (X-B,-5) e del quarto volume (X-B,-32). Io ne conservo una del solo terzo, scritta verso la fine del secolo XVII.

Allorchè mi occorrerà indicare le scritture di cui mi sono servito nella narrazione che segue, io le citerò, secondo i Mss. da me posseduti, col titolo di: Giuliani, Cose varie, e di Successi varii t. III.

PARTE PRIMA LA PIAZZA DEL MERCATO DI NAPOLI
E LA CASA DI MASANIELLO

I.

La piazza del Mercato di Napoli, tanto memorabile nella nostra storia, fu rinchiusa nel perimetro della città coll'ampliazione Angioina circa il 1270[3]. Prima di una tal epoca tutta la contrada era un campo vasto ed inabitato, che dalle mura e dai fossati posti ad occidente ed a settentrione, dove ora trovasi S. Eligio ed il Monastero dell'Egiziaca a Forcella, distendevasi verso mezzogiorno ed oriente fino al lido del mare, ed alla chiesa ora parrocchiale di S. Angelo all'Arena, che dal suo sito prendeva una tal denominazione[4].

Questa pianura, come già prima tutto il littorale fino al Molo piccolo, chiamavasi in quel tempo Moricino[5], ed il tratto più occidentale di essa campo del Moricino[6]. Qui, e propriamente lungo le mura, dove poscia fu edificato S. Eligio, ed accanto la porta, che dicevasi Porta nuova, anche allora si teneva il mercato della città[7]. Un fiumicello formato dalle acque esuberanti del fonte Formello, o sia dell'acqua della Bolla, che quivi accoglievasi, attraversava e chiudeva questo campo nel sito che si diceva e si dice il Lavinaio, ed indi andava a scaricarsi nel mare[8]. Al di là del fiumicello verso oriente sorgeva una piccola chiesetta con un contiguo romitorio, ove alcuni Frati Carmelitani da poco tempo avevano esposta alla venerazione dei fedeli una devota imagine della Vergine[9], ed innanzi la chiesetta una colonna con una croce, ed alquanto più oltre il sepolcreto degli Ebrei[10].