LIDIO femina. Da fanciulla.

SAMIA. Oh cosa ridicula e dispettosa! Ma oh! oh! a questo la ritruovo.
In che tempo ha ella voluto lo amante suo?

LIDIO maschio. Di dí.

LIDIO femina. Di mezzo giorno.

SAMIA. El fistolo de l'inferno non la rinverrebbe. Certo, questa è una trama diabolica cosí condotta da quello spirito maladetto. Meglio è che io, con li denari, a Fulvia me ne ritorni; e díegli poi essa a chi piú gli piace. Sapete voi com'ell'è? Io non so a chi di voi darmegli. Fulvia ben conoscerá il vero suo amante. Però chi di voi quello è a lei se ne venga e da lei li ará. Restate in pace.

LIDIO maschio. Non mi vedo nello specchio sí simile a me stesso com'è colui simile al volto mio. A bell'agio saprò chi egli è. E perché queste venture non vengono ogni dí e Fulvia intanto potria pentirsi, in fede mia, meglio è che io, come soglio, spacciatamente da lei ritorni; ché quelli denari non sono pochi. Sí: farò, a fé.

LIDIO femina. Or questo è lo amante per cui io son tolta in scambio. Che domin indugia tanto a tornar Fannio? Se qui or fussi, come esso disegnò, torneremmo a Fulvia e forse ci beccheremmo sú quei denari: benché al fatto mio pensar bisogna.

SCENA II

FESSENIO servo, LIDIO femina, FANNIO servo.

FESSENIO. Né per via né in casa ho trovato Lidio.