3. Si vedano: ALLACCI, Drammaturgia accresciuta e continuata fino all'anno MDCCL, Venezia, Pasquali, 1755, col. 155; PANZER, Annales typografici, Norimberga, 1793-1803, X, 155; BRUNET, Manuel du libraire, Parigi, 1860-65, II, 773-4 e Supplément, I, 409; GRAESSE, Trésor de livres rares et précieux, Dresda, 1859-67, II, 412 (e anche 236); SALVIOLI, Bibliografia universale del teatro drammatico italiano, I (Venezia, 1903), 599.
Che il titolo della commedia sia propriamente Calandria, e non Calandra, come recano, non si sa perché, quasi tutte le stampe, è cosa indubitabile. Giá notò il Ginguené doversi preferire la prima alla seconda forma per la ragione che in essa commedia si contengono «les aventures et les hauts faits de Calandro»[4]. E, ai nostri tempi, piú precisamente e piú chiaramente osservò il Gaspary che il titolo della prima stampa «è il titolo esatto (la commedia di Calandro), foggiato come Asinaria, Cistellaria, Cassaria, Cofanaria, Vaccaria, Aridosia»[5]. Ciò non ostante, la duplicitá dei titoli offerta dalle edizioni (nelle quali, anzi, ripeto, prevale di gran lunga la forma errata) si ripercosse, com'è naturale, anche nelle scritture dei critici e degli storici: perpetuandosi cosí una deplorevole confusione che è sperabile non abbia piú ad aver luogo dopo la presente ristampa. La quale, dunque, si fonda, come ho giá detto, su quella senese del 1521; ma non su di essa esclusivamente. A correggerne o compierne, infatti, alcuni errori e scorrezioni e omissioni mi ha giovato quest'altra edizione, di poco posteriore alla prima, che afferma, nientemeno, di derivare direttamente dall'autografo del cardinal da Bibbiena: La Calandra | Comedia nobilissima et ridicu- | losa, tratta dallo originale | del proprio autore. | MDXXVI [e innanzi al Prologo: Comedia nobilissima et ri- | diculosa intitolata Ca- | landra composta per | il Reverendiss. Car- | dinale di Santa | Maria importi- | co da Bibiena; e in fine: Stampata in Vinegia per Zuanantonio et fratel- | li da Sabio. Ad instantia di Messer Nicolo et | Dominico fratelli del Iesu. | M.D.XXVI][6]. E, talvolta, ho pur tenuto presente l'altra edizione curatane dal Ruscelli: Delle Comedie | elette | novamente raccolte in- | sieme, con le correttioni, & annotationi di | Girolamo Ruscelli, | Libro primo. | Nel quale si contengono l'infrascritte Comedie. | La Calandra del Cardinal Bibiena. | La Mandragola del Machiavello, | Il Sacrificio, & gli Ingannati degl'intronati. | L'Alessandro, & l'Amor costante del Piccolomini. | In Venetia. MDLIIII [in fine: In Venetia per Plinio | Pietrasanta, MDLIIII][7].
4. Histoire littéraire d'Italie, VI (Milano, Giusti, 1821),
166.
5. Storia della letteratura italiana, Torino,
Loescher, 1891, II^2, 300.
6. Che derivi dall'originale non credo, poiché giá nel titolo se ne allontana sicuramente. Ad ogni modo, per ciò che riguarda la commedia, questa edizione dové esser condotta su una buona e corretta copia. Del prologo, invece (che è, come dico nel testo, non del Bibbiena, ma del Castiglione), l'editore ebbe certo fra mano una trascrizione infelicissima che altera e guasta stranamente la genuina forma castilionesca.
7. La Calandria non ha un suo proprio frontespizio e tien subito dietro a quello generale della raccolta. Lo hanno, invece, le altre commedie che sono comprese nella raccolta medesima.
Mi resta, per ultimo, da avvertire che il prologo pubblicato in tutte le stampe come del Bibbiena è invece quello che fu composto da Baldassarre Castiglione per la prima rappresentazione urbinate del 1513: essendo il vero prologo dell'autore della Calandria pervenuto troppo tardi ad Urbino ed essendo anche troppo lungo perché l'attore che doveva recitarlo si confidasse di mandarlo a memoria. Ciò fu dimostrato, con quasi assoluta certezza, da Isidoro Del Lungo; il quale fece conoscere per la prima volta, pubblicandolo da uno scartafaccio autografo e convenientemente illustrandolo, questo vero e ignoto e delizioso prologo del faceto scrittore casentinese[8]. Io li pubblico entrambi: rispettando cosí la tradizione secolare e ristabilendo, al tempo stesso, la veritá.
8. Florentia, uomini e cose del Quattrocento, Firenze, Barbèra, 1897, p. 364 sgg. Il testo del prologo, che qui si riproduce con alcune lievi modificazioni di ortografia e di punteggiatura, è a pp. 374-8.]
End of Project Gutenberg's La Calandria, by Bernardo Dovizi da Bibbiena