S'accovacciolò: covacciolo è il covo che si fa nel letto da chi molto vi giace, com'avviene agli ammalati. Ond'i contadini dicono accovacciolarsi il mettersi a letto ammalato. Di mietitura: i contadini usano pure denominare i tempi delle loro faccende, come di mietitura, di battitura, di vendemmia. Ridolfi. Nella mietitura sogliono anche mangiar meglio, e meglio bevere.
Ha enfiata l'epa: ha piena e gonfia la pancia. Vanne a croscio: va traballando, non si regge in piedi.
Dì neri: giorni di digiuno. Squarciatura: frattura. Per aver fatto straccio de' digiuni, essersi abbandonato a stravizzi.
E delle grinze, e secche fave scroscio.
E non son troglio, e con pedica vivo;
Con zinghinaja più volte trangoscio.
Scroscio: romore che si fa mangiandò il biscotto, o altra cosa secca. E per aver fatto da valoroso un menar di fave smoderato. Forse tutto questo diboscio è più sconcio di quel che mostri la lettera.
Non son troglio: non sono scilinguato, la dico chiara. Con pedica ec. Dal Lat. pædicare. Salv. Sì lo confesso, la mia vita è un impasto di puerili amori. Con minor connessione il Ridolfi l'intende per pidocchieria, estrema miseria, dal Lat. pediculus.
Con zinghinaja: e spesso poi per un lento languore mi consumo e mi struggo.
Fondato egli è su l'ariento vivo