Ed il Caca da Reggio è de' Priori;

Il Caca: famoso assassino, quasi altro Caco. Salv. Privo il Ridolfi di tanta erudizione dice che questo verso vuol deridere le millantarie d'un vile, che di se spacciasse gran cose; e andasse, come suol dirsi, facendo il Potta da Modena. Tasson. Secch. 1. 12. I Priori erano sei eletti dell'arti che vigilavano al buon governo della città di Firenze. Quest'uffizio fu stabilito nel 1282. Ne segue che Brunetto scrisse il Pataffio in età molto avanzata.

Ma lodo Cristo, che non furon pesche.

Ma lodo ec. contuttociò sia lodato Dio, perchè potea peggio avvenire. Allude alla volgar novella d'un Comune, che consultando sul regalo da farsi al nuovo Potestà; chi opinò per le pera, chi per le pesche, e chi pe' fichi. Prevalse il partito degli ultimi, e con tal presente si spedirono i Deputati. Nell'atto d'aprirsi le ceste e porgersi al Potestà, i fichi eran già marci. S'ordinò ch'i preziosi frutti si tirassero in faccia a' Deputati medesimi. Costoro considerando il rischio di tornarsene col volto fracassato: Fortuna, dicean consolandosi del minor male, fortuna che non furon pesche.

CAPITOLO SETTIMO.

Più non soffiar, che ti convien più bella;

E 'n su la bica non saltar sì tosto,

Che non se' come l'asino di sella.

Soffiar: sbuffar per la stizza. Finiscila una volta col tuo rabbioso sbuffare; peggio ti toccherà.

Su la bica: saltar sulla bica vale montar in collera. Bica è propriamente una massa circolare di grano in paglia.