[1]. Debbo all'eruditiss. Sig. Nicola Foggini Bibliotecario della Corsiniana l'essermi potuto approfittare di siffatto codice. Fu questo già dell'Abb. Nicolò Rossi, e insieme ad altra Papiniana copia con note del Salvini passò alla Corsiniana suddetta: la quale collo sborso di scudi 13. m. acquistando la pregevole collezione di quel letterato, salì ad un alto grado di distinzione per la quantità degli scelti volumi, e per le preziose raccolte di stampe e d'edizioni del Sec. XV.

[2]. È opinion del Ridolfi che turbatosi da' copiatori l'ordine de' capitoli, dovesse questo star nel luogo del quinto, e il quinto dell'ultimo; in lui affrettandosi l'autore ad una certa conclusione, e indrizzandovi queste rime alla moglie. Nel decimo però più apertamente s'osserva il chiudersi del discorso.

[3]. Rustico di Filippo, a cui Brunetto inscrisse quest'opuscolo.

[4]. Nelle due precedenti edizioni leggeasi in fronte a questo capitolo: Qui comincia la Penitenza, che fece maestro Brunetto.

[5]. Le due anteriori edizioni inscrivon così il principio di questo capitolo: Qui comincia il Favolello, che mandò mastro Brunetto a Rustico di Filippo.

[6]. Leggesi a carte 105. dell'esemplar MS. comunicatoci dal Marchese Tontoli. Ella non si trova ne' due Romani della Corsiniana, ne' quali è il solo Pataffio.

[7]. Verso ipermetro, ossa di dodici sillabe, usato dagli antichi. In tal metro scrisse Alessandro de' Pazzi una tragedia, e Dante da Majano un sonetto.

[8]. Lo riporta il Crescimbeni Vol. 2. p. 2. pag. 65. che lo tolse dalla Chisiana cod. 580. car. 764. ove sono varie rime di Brunetto. La gelosia ond'è custodito un tal codice, ha reso a me vane le premure di dare altri componimenti del nostro autore.

[9]. L'ha il Mazzuchelli nelle sue annotazioni alle Vite d'uomini illustri Fiorentini di Filippo Villani.

Nota del Trascrittore