I congressisti: Loin-in des feeeeemmes!

L'orchestra tacque. Il golfo riprese il suo dominio suggestivo.

Il corteo rasentava a sinistra muraglioni di rocce il cui bassoventre sembrava avere un buco pieno di bragia: ed era la grande nicchia della famosa Madonna di Lourdes, regalata a Capri da un ricco napoletano evidentemente preoccupato di creare una brutale stonatura religiosa internazionale.

Tremolante palpitazione di cento fiamme di candele, timide, delicatissime, femminili nelle mani ruvide del vento caldo, sotto e intorno alla squisita Madonna francese, bianca, mani aperte, lungo fiocco azzurro sensuale ricadente sul ventre.

Alla nostra destra la strada era tutta a balconi strapiombanti in mare. Davanti a una balaustra due ombre erano fuse nell'ombra crescente: i loro spiriti abbracciavano senza dubbio in quell'istante il più imponente silenzio marino, il cielo più vasto e le più sfrenate costellazioni. Quella virile, enorme dello Scorpione, simile ad una colossale S di diamanti zannuta, si scagliava ferocemente contro Ischia.

Cohn-Frou-frou disse:

— Preferisco il silenzio a quella pessima orchestra. Tutto sbagliato. Tempi troppo larghi. Ottoni troppo ruvidi. Come siamo lontani dalle belle esecuzioni di Toscanini!

Ci fu un ingombro di carrozze. La nostra si fermò a fianco con quella di Pietrachiara e di Ladolce. Questi diceva all'amico:

— Bisogna che ti legga la lettera infame che mia moglie mi scrive da Parigi.

Pietrachiara accendeva dei cerini.